Attentato terroristico in Giordania il sangue degli innocenti grida contro il terrorismo, i cristiani restano nella loro terra

Talal khrais
"con profondo dolore e ferma condanna, ho appreso la notizia dell'attentato terroristico che ha colpito la chiesa di San Giorgio nel governatorato di Karak, nel Regno Hascemita di Giordania che ha provocato vittime innocenti e feriti".
Condanno con la massima fermezza questo efferato crimine: "un attacco a una casa di Dio non è semplicemente un attacco a pietre e mura, ma un attacco alla sacralità della vita umana, alla libertà di credo e ai valori spirituali e culturali su cui si fonda la nostra regione.
Lo spargimento di sangue innocente in nome di qualsiasi ideologia o credo è un crimine contro Dio e l'umanità, ingiustificato da qualsiasi religione, inaccettabile da qualsiasi legge e imperdonabile da qualsiasi coscienza".
I cristiani di questa regione martoriata, non sono ospiti o di passaggio, ma figli e figlie di questa terra e parte integrante della sua storia, civiltà e destino. La mano del terrorismo non potrà sradicare le radici nutrite dalla fede e dalla testimonianza, né le forze dell'estremismo potranno mettere a tacere le campane delle chiese o spegnere la luce di Cristo che brilla da duemila anni".
La risposta al terrorismo non è la paura o la divisione, bensì una maggiore unità e solidarietà tra cristiani e musulmani, la tutela della dignità umana, la salvaguardia della libertà di credo e il rifiuto di qualsiasi ideologia che trasformi la differenza religiosa in un pretesto per l'odio e l'omicidio".
Esprimo a nome di tutti i soci della nostra Associazione Assadakah, le più sentite condoglianze e la solidarietà a Sua Maestà, Re Abdullah II bin Al-Hussein, a Sua Beatitudine il Patriarca Teofilo III, alla Santa Chiesa Ortodossa di Gerusalemme e al fraterno popolo giordano, in particolare alle famiglie delle vittime. Esprimo la mia fiducia nelle istituzioni statali e nell'apparato di sicurezza giordano affinché garantiscano giustizia e proteggano la sicurezza dei cittadini e dei luoghi di culto.
È vero che le chiese possono essere prese di mira, ma la fede dei cristiani dell'Oriente non sarà sconfitta. Sangue innocente può essere versato, ma la verità non morirà. Il cristianesimo in Oriente non è una pagina che può essere strappata dalla storia, ma una testimonianza vivente, profondamente radicata, e un messaggio di pace che durerà finché esisterà questo Oriente.
Chiedo al Signore di avere pietà delle vittime, di concedere la guarigione ai feriti, di confortare i cuori affranti, di proteggere la Giordania, i suoi governanti e il suo popolo da ogni male, e auspico che il sangue degli innocenti sia un grido che risvegli le coscienze e invochi una pace in cui siano preservate la dignità umana e la sacralità della vita.




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