top of page

Roma - Speciale Nobile Accademia Leonina, Anno Accademico 2026-27

1 ora fa
Tempo di lettura: 6 min

Roberto Roggero/Marwa Al Kayal (Assadakah News) - Importante evento, oggi 23 ottobre, alla Nobile Accademia Leonina a Palazzo Valentini (Sala Monsignor Di Liegro), in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’undicesimo Anno Accademico 2027-27, dove sono intervenuto ospiti illustri, che sono stati insigniti di prestigiose onorificenze.

Fra gli ospiti, S.E. Asmahan Abdulhameed Al-Toqi, ambasciatrice della Repubblica dello Yemen; S.E. Cara Jazzar, ambasciatrice della Repubblica del Libano; S.S. Ana Maria Bedoya, rappresentante della Repubblica di Colombia; S.E. Alvaro Santos, ambasciatore della Repubblica del Mozambico; Talal Khrais, noto giornalista nonché presidente della Associazione Internazionale di Amicizia Italo-Araba, e diversi rappresentanti della stessa Nobile Accademia Leonina fra cui la Senatrice Accademica Arch. Viviana Cuozzo; la Sig.ra Lucia Pascucci, preziosa collaboratrice della segreteria organizzativa.

Inoltre, il Consigliere Fabio Mattei, segretario generale della Difesa; il Magistrato Giuseppe Travaglini; l’Avv. Ivano Nardozi; la Dott.ssa Rita Sverdigliozzi, primo dirigente della Polizia di Stato; il Comandante Pierino Scaccia, fra le personalità simbolo dell’istituzione accademica.

I prestigiosi ospiti hanno espresso sinceri ringraziamenti all’Accademia e al suo Presidente Cristian Raponi, e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, e ha evidenziato il costante e sempre crescente impegno nella divulgazione del dialogo culturale, della cooperazione, della solidarietà e della pace, come valori fondamentali per la stabilità internazionale e il rispetto della dignità umana.

E’ stato posto l’accento sulle drammatiche attualità del momento, con i numerosi conflitti armati e le situazioni di crisi internazionale, emergenze umanitarie e priorità che sono vero e proprio banco di prova per la comunità internazionale, fra incertezze sempre crescenti, e contesti nei quali la capacità di trattare, negoziare e una corretta diplomazia appaiono come le sole possibilità di sviluppare speranze per un futuro di pace. Diplomazia non solo in politica, ma anche e soprattutto quella culturale, che favorisce l’abbattimento delle differenze e che valorizza proprio le differenze come strumento di confronto costruttivo.

D’altra parte è storicamente accertato che le diverse civiltà, nel corso del tempo, sono prosperate proprio grazie allo scambio di conoscenze, in particolare nel territorio del Mediterraneo, inteso nella sua dimensione geografica e non solo culturale, come crocevia di civiltà, con l’Italia, dove è nata la prima università della storia, che grazie alla posizione geografica, è sempre stata testimonianza del contributo della cultura e dell’istruzione, al progresso dell’umanità. E nel caso specifico, le istituzioni accademiche hanno la fondamentale responsabilità di preservare e tramandare questi valori.

Il Presidente della Nobile Accademia Leonina, Cristian Raponi con S.E. Asmahan Al-Toqi
Il Presidente della Nobile Accademia Leonina, Cristian Raponi con S.E. Asmahan Al-Toqi

In molte parti del mondo, si trovano Paesi con una storia millenaria, che oggi vivono momenti drammatici, come il Sudan, il Medio Oriente o lo Yemen, che da oltre un decennio è funestato da conflitti interni, le cui conseguenze vanno ben oltre i confini nazionali e influenzano gli equilibri globali. Per non parlare delle sofferenze della popolazione, che subisce direttamente la drammaticità della guerra e che è un campanello d’allarme per ricordare alla comunità internazionale che l’azione riparatrice non deve limitarsi alla geopolitica, ma deve avere come priorità la soluzione delle sofferenze della gente, restituendo speranze di un futuro vivibile e dignitoso. Nello Yemen, come in altre situazioni simili, l’emergenza deve quindi essere affrontata alla radice delle cause del conflitto, con il ripristino delle legittime istituzioni statali, della sovranità e dell’integrità territoriale, delle divergenze, il tutto con mezzi pacifici, dal momento che la violenza non può che generale altra violenza.

Bisogna poi tenere presente che la diplomazia culturale non può e non deve, per le sue stesse caratteristiche, sostituirsi alla soluzione politica, ma può certamente essere elemento di rafforzamento e coesione, promuovendo la reciproca comprensione e tolleranza, superando i pregiudizi, e ponendo le basi per la riconciliazione.

In questo contesto, la cooperazione internazionale e le istituzioni come la Nobile Accademia Leonina, svolgono un ruolo fondamentale nel riunire prospettive intellettuali e culturali diverse, promuovendo i valori del dialogo, della solidarietà e della responsabilità condivisa.

La comunità umana attualmente dispone di strumenti che permettono di comunicare in tempo reale da tutte le parti del mondo, eppure sembra sempre più difficile comprendersi, e questo è un vero e proprio paradosso. Parlarsi senza ascoltarsi è sovente causa di malinteso, dai malintesi nascono i contrasti, e dai contrasti si arriva al conflitto.

S.E. Carla Jazzar, ambasciatrice del LIbano
S.E. Carla Jazzar, ambasciatrice del LIbano

Da questa contraddizione è quindi necessario partire, per cogliere il significato di ciò che costituisce il fulcro dell’attività di istituzioni come la Nobile Accademia Leonina: non solo il divulgare conoscenza e cultura della pace, ma sfruttare questa conoscenza per guardare il mondo non solo con i propri occhi, ma anche con quelli degli altri. In questo sta uno dei motori della cultura, ovvero non solo un patrimonio da custodire e tramandare, riconoscendo in una cultura diversa dalla nostra, un qualcosa che ha lo stesso valore. L’immagine dell’evento di oggi trasmette proprio questo, con la presenza di rappresentanti di diversi Paesi, con diverse storie, diverse culture e tradizioni, a ricordare che la cooperazione internazionale non nasce solo dai grandi vertici politici e diplomatici, ma dai legami culturali e sociali. Inoltre, non a caso, la Nobile Accademia Leonina si trova a Roma, città che ha una responsabilità internazionale particolare, da sempre crocevia di popoli, religioni, civiltà e culture, e il messaggio della Nobile Accademia Leonina va quindi oltre l’inaugurazione di un nuovo Anno Accademico, perché esprime la volontà di creare occasioni di conoscenza e cooperazione, mettendo la cultura al servizio della convivenza e della pace, e del bene comune come responsabilità condivisa.

S.E. Alvaro Santos, ambasciatore del Mozambico
S.E. Alvaro Santos, ambasciatore del Mozambico

La cerimonia ha offerto un’importante occasione di confronto tra diplomazia, istituzioni e mondo culturale, riaffermando il valore del dialogo interculturale e della cooperazione internazionale in un contesto globale segnato da tensioni e profonde trasformazioni.

I lavori sono stati moderati dall’architetto Viviana Cuozzo e si sono aperti con il saluto istituzionale dell’avvocato Antonio De Santis, consigliere dell’Assemblea Capitolina.

Nel suo intervento, il presidente della Nobile Accademia Leonina, Cristian Raponi, ha posto l’accento sulla distinzione tra comunicazione e comprensione, sottolineando che il dialogo autentico non si esaurisce nello scambio di parole, ma richiede ascolto, apertura e rispetto delle differenze. Principi fondamentali per favorire la conoscenza reciproca e costruire relazioni durature tra culture e popoli diversi.

Il presidente dell’Associazione di Amicizia Italo-Araba, Talal Khrais, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e organizzazioni impegnate nella promozione del dialogo interculturale. Ha sottolineato come il lavoro congiunto possa contribuire concretamente alla riuscita delle iniziative comuni, auspicando nuove opportunità di cooperazione con le organizzazioni amiche e un ulteriore consolidamento dei legami culturali tra l’Italia e il mondo arabo.

Nel suo intervento, l’Ambasciatrice dello Yemen, Asmahan Abdul Hamid Al-Touqi, ha illustrato gli sviluppi della situazione nel Paese e le conseguenze della crisi protrattasi in seguito al colpo di Stato degli Houthi e alla presa di controllo delle istituzioni statali, avvenuta oltre un decennio fa. Una crisi le cui ripercussioni hanno ormai superato i confini nazionali, coinvolgendo la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.

S.S. Ana Maria Bedoya, rappresentante della Repubblica di Colombia
S.S. Ana Maria Bedoya, rappresentante della Repubblica di Colombia

L’Ambasciatrice ha richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare le cause profonde della crisi, soffermandosi sull’importanza strategica della posizione geografica dello Yemen, affacciato sullo Stretto di Bab el-Mandeb. La sicurezza e la stabilità del Paese, ha sottolineato, sono strettamente connesse alla sicurezza delle rotte marittime e alla regolarità dei flussi del commercio internazionale. Ha inoltre messo in guardia dal rischio che crisi e conflitti, in assenza di soluzioni sostenibili, si trasformino in fattori permanenti di instabilità.

Tra gli strumenti più efficaci per contrastare l’escalation delle crisi, dei conflitti armati e delle tensioni geopolitiche, l’Ambasciatrice ha indicato il rafforzamento della cooperazione internazionale e della diplomazia culturale. In tale contesto, ha richiamato il contributo dell’Italia sul piano culturale e scientifico, evidenziando il ruolo dello scambio di conoscenze e del dialogo tra civiltà nel favorire la comprensione reciproca.

In conclusione, ha reso omaggio alla resilienza del popolo yemenita, che, nonostante anni di crisi, continua a preservare la propria identità culturale e un patrimonio storico e civile di grande valore.

Talal Khrais, giornalista internazionale e presidente della Associazione Assadakah
Talal Khrais, giornalista internazionale e presidente della Associazione Assadakah

Nel suo intervento, l’Ambasciatrice del Libano, Carla Jazzar, ha ribadito che la pace rappresenta una condizione imprescindibile per tutelare la dignità umana e garantire la stabilità delle società. Ha inoltre sottolineato l’importanza della solidarietà internazionale e del sostegno ai processi di ripresa e ricostruzione, in un momento in cui il Libano è chiamato ad affrontare sfide complesse per assicurare al proprio popolo sicurezza e prospettive di pace.

Da parte sua, Ana Maria Bedoya, rappresentante della Colombia, ha richiamato l’importanza della solidarietà internazionale e della cooperazione culturale come strumenti capaci di favorire la pace e rafforzare le relazioni tra i popoli.

Nel corso dell’incontro, gli esponenti diplomatici hanno espresso il proprio apprezzamento e ringraziamento all’Associazione di Amicizia Italo-Araba per l’impegno profuso nel promuovere il dialogo tra le culture, rafforzare i rapporti tra l’Italia e il mondo arabo e creare occasioni di confronto e collaborazione tra istituzioni e rappresentanze diplomatiche.

Nel corso della cerimonia sono stati tributati riconoscimenti all’Ambasciatrice dello Yemen, all’Ambasciatrice del Libano, all’Ambasciatore del Mozambico e alla rappresentante della Colombia, insieme ad altre personalità, in segno di apprezzamento per il loro contributo.

I protagonisti dell'intermezzo musicale della cerimonia
I protagonisti dell'intermezzo musicale della cerimonia

L’iniziativa si collega ai valori richiamati dal Premio Internazionale Leone XIII, ispirato al magistero di Papa Leone XIII e all’enciclica Rerum Novarum, pubblicata nel 1891. Al centro di questa visione si collocano la giustizia sociale, la dignità della persona, i diritti dei lavoratori e la responsabilità nei confronti della comunità.

La cerimonia è stata arricchita da un momento musicale, che ha contribuito a creare un’atmosfera di condivisione e incontro, sottolineando ancora una volta il ruolo dell’arte e della cultura come linguaggi universali, capaci di avvicinare persone e tradizioni diverse.

L’inaugurazione del nuovo Anno Accademico si è così confermata un’occasione di dialogo diplomatico e culturale, nel segno della cooperazione internazionale, del rispetto reciproco e dell’amicizia tra i popoli. Un messaggio che riafferma il valore della diplomazia culturale come strumento per costruire relazioni più solide e promuovere prospettive condivise di pace.

Commenti


bottom of page