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Azerbaijan - Intensificata la repressione, l'UE condanna ma non sanziona

28 gen 2025
Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - La dittatura di Baku persevera sempre di più a perseguitare e reprimere coloro che non sono allineati. Secondo il rapporto di Human Rights Watch si continuano a violare i diritti alla libertà di parola, associazione e riunione. Vengono violati i diritti umani con torture e maltrattamenti nei luoghi di detenzione. L’ex primo ministro francese Gabriel Attal ha dichiarato che: "Occorre dare una risposta decisiva al regime criminale dell’Azerbaijan".

Per Attal le azioni di interferenza e destabilizzazione del governo di Aliyev incitano alla violenza e insultano la Francia, richiedono una condanna unanime.

"La Francia e l’Europa  - ha dichiarato l'ex primo ministro francese - hanno l’obbligo di rispondere con decisione a questo regime criminale che, quando opera apertamente, minaccia la nostra integrità territoriale e i nostri valori fondamentali".

Le elezioni presidenziali e parlamentari straordinarie svoltesi in Azerbaijan, rispettivamente a febbraio e settembre, non hanno rispettato gli standard di voto libero ed equo. Gli osservatori internazionali li considerano "segnati dalla repressione delle voci critiche" e "privi di concorrenza".

L'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa non ha ratificato i poteri della delegazione azera a causa dei mancati adempimenti degli obblighi fondamentali previsti per l'adesione al Consiglio d'Europa. Ricatti e pretese da parte di Baku nei confronti dell'Armenia per una pace definitiva che riconosca i confini tra i due Paesi sono all'ordine del giorno e, dopo oltre un anno, l’Azerbaijan non ha ancora permesso un ritorno sicuro e dignitoso degli armeni fuggiti dal Nagorno Karabakh per ripristinare i loro diritti di proprietà.

Amnesty International ha presentato un rapporto che condanna il regime di Aliyev.

In tutti questi anni, in Ue, si sono accumulate risoluzioni, mozioni e sentenze sul regime liberticida azero ma da queste non è scaturita alcuna sanzione, anzi l'Occidente ha fatto accordi. Eppure aumenta la dipendenza energetica da Baku, che intanto si rivolge politicamente a Russia e Cina.



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