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Bulgaria: Burgas si candida a porta d’Europa per l’economia armena

  • 2 ore fa
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Dal 16 al 18 aprile il Flora Expo Center di Burgas ha ospitato “EuroBridge 2026”, forum espositivo dedicato ai produttori e agli imprenditori armeni. Un appuntamento che, al di là della vetrina commerciale, ha messo nero su bianco una strategia precisa, quella di trasformare la città bulgara in uno snodo privilegiato tra Armenia e mercato europeo.

L’iniziativa è stata promossa dall’organizzazione Made by Armenians insieme all’Associazione di cooperazione armeno-bulgara e alla società AM-BG IMPEX, con il sostegno istituzionale del Ministero dell'Economia dell'Armenia, dell’Ambasciata Armena a Sofia e della Camera di Commercio armeno-bulgara. A fare gli onori di casa il Comune e la Camera di Commercio e Industria di Burgas.

Ad aprire ufficialmente il forum è stato Edgar Abrahamyan, seguito dagli interventi del sindaco Dimitar Nikolov e dell’ambasciatore della Repubblica d'Armenia in Bulgaria, Tsovinar Hambardzumyan. Nel suo discorso, Hambardzumyan ha illustrato i principali indicatori economici dell’Armenia e le opportunità di investimento, ribadendo la volontà di rafforzare i legami con i partner europei. Un profilo, quello di S.E. Tsovinar Hambardzumyan, tutt’altro che marginale. Prima dell’incarico in Bulgaria infatti, ha rappresentato egregiamente l’Armenia in Italia e a San Marino, consolidando relazioni diplomatiche di rilievo in un contesto europeo strategico e in un periodo di estrema difficoltà caratterizzato dalla pandemia e dalla terribile guerra nel Nagorno Karabakh.

Il momento più concreto dell'evento e anche più significativo, è arrivato però con l’annuncio dell’avvio dei voli diretti tra Burgas e Yerevan, operati dalla compagnia Electra Airways a partire dal 4 giugno. Un collegamento settimanale che non è solo turismo perché significa accorciare tempi e costi per scambi commerciali, logistica e investimenti. In altre parole, rendere reale quel “ponte” evocato dal nome stesso del forum.

Alla manifestazione hanno preso parte oltre 50 aziende armene, attive in settori che spaziano dall’agroalimentare, con frutta secca, conserve, miele e cioccolato, fino alla gioielleria, ai materiali da costruzione e ai servizi: tecnologia dell'informazione, logistica, edilizia e turismo. Una presenza ampia che riflette la diversificazione crescente dell’economia armena, spesso ancora sottovalutata fuori dai circuiti specialistici.

Non a caso, secondo dati della World Bank e del International Monetary Fund, negli ultimi anni l’Armenia ha registrato tassi di crescita tra i più dinamici nello spazio post-sovietico, sostenuti da esportazioni, tecnologia e servizi. Un contesto che spiega perché Yerevan stia cercando con decisione nuovi corridoi verso l’Unione Europea.

Le giornate del 17 e 18 aprile sono state interamente dedicate agli incontri business-to-business, segno che l’obiettivo non era fare scena ma stringere accordi concreti.

Ed è qui che Burgas entra davvero in gioco: porto sul Mar Nero, infrastrutture logistiche solide e posizione geografica favorevole la rendono una candidata naturale a diventare porta d’ingresso per i prodotti armeni nel mercato europeo.

In sintesi, “EuroBridge 2026” non è stata una semplice fiera. È stata una dichiarazione d’intenti: meno distanza tra Caucaso ed Europa, meno passaggi intermedi e più relazioni dirette. E quando si mettono insieme infrastrutture, diplomazia e imprese, di solito non è un evento isolato ma l’inizio di qualcosa di più strutturato.

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