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Sindaco di Bkaakafra, Libano: il tempo ha i suoi grandi uomini...

  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Antoinette Chleite - Bkaakafra

 



In tempi di cambiamenti politici e sociali, ci sono individui il cui impatto rimane significativo nei cuori delle persone, lasciando un segno indelebile nelle loro vite grazie ai loro eccezionali sacrifici, al lavoro instancabile e al notevole successo ottenuto nella vita delle persone, della società e della nazione...

 Individui che, in silenzio, lasciano dietro di sé amore, benessere e fede in un'epoca di falsi interessi e posizioni artificiose.

 Individui le cui azioni parlano da sole, la cui esperienza proclama la loro identità e i cui nomi brillano nel cielo libanese, trascendendo la realtà per raggiungere la diaspora, soprattutto nella capitale cattolica, Roma.

Lui è il presidente dell'Unione dei Comuni del Distretto di Bsharri e sindaco di Bkaakafra, l'imprenditore Elie Makhlouf... e il suo nome da solo parla da sé.

 

Quest'uomo eccezionale di Bkaakafra, città natale di San Charbel, è guidato dalla dignità, caratterizzato dalla generosità e il cui obiettivo primario e ultimo è la lealtà. Sacrifici e servizio sono la sua costante ricerca quotidiana per trasformare il paese, un villaggio dimenticato, in un paradiso.

 Il suo patriottismo è la forza trainante della sua visione di riportare la pace e l'armonia in Libano, la terra dei cedri. Come potrebbe essere altrimenti? È cresciuto in una nobile famiglia nota per i suoi sacrifici per il bene pubblico. Suo nonno era un ex sindaco e sua zia, la stimata Madre Marie Makhlouf, era la Superiora Generale delle Suore del Convento della Croce, da cui ha appreso l'amore per il dono e l'altruismo.

 Ha coltivato solide relazioni con la sua comunità e con diverse figure di riferimento, guadagnandosi il rispetto e l'apprezzamento di tutti.

 È opportuno sottolineare la sua stretta amicizia con il Nunzio Apostolico in Libano, Paolo Borgia, e i suoi profondi legami con tutti i membri della sua famiglia nella sua città natale di Bkaakafra, terra di santità e santi.

 Ha generosamente offerto tutti i cibi e le bevande necessari, provenienti dal suo rinomato ristorante (Maison M), all'Ambasciata Pontificia ad Harissa durante la visita di Papa Leone XIV in Libano lo scorso novembre. Questa visita è stata definita non solo un successo, ma anche storica, grazie all'impegno instancabile di persone come lui, che hanno lavorato con dedizione e compiuto sacrifici per garantirne la buona riuscita. La visita della più alta autorità della Chiesa nel mondo in Libano, soprattutto in questi tempi difficili, è stata una testimonianza della resilienza del Paese.

Sua Santità ha benedetto il Libano, proclamando il suo motto storico: "Beati gli operatori di pace". Si è inginocchiato davanti al santuario di San Charbel Makhlouf, originario di Bkaakafra, offrendo preghiere per tutti.

Non dimenticheremo mai l'aiuto fornito dal Presidente Elie Makhlouf durante la crisi finanziaria ed economica che il Libano ha affrontato nel 2018 e negli anni successivi, oltre alla pandemia di COVID-19, che ha colpito senza preavviso. In quel periodo, si è adoperato per aiutare tutti, indipendentemente dalla loro provenienza o nazionalità. Lui e il suo team, profondamente impegnato, hanno lavorato instancabilmente, come un alveare, giorno e notte, monitorando le condizioni e i bisogni della popolazione. Ha garantito il ricovero dei pazienti in ospedale, ha pagato le loro spese e ha visitato chi ne aveva bisogno, offrendo loro un aiuto concreto, il tutto senza clamore né pubblicità.

 Ha lavorato in silenzio, si è sacrificato con umiltà e ha dato senza aspettarsi nulla in cambio, meritando così la nostra gratitudine e le nostre preghiere per il suo benessere e il suo successo.

Grazie, signor Presidente, per tutti i suoi sacrifici. Mi permetta di scusarmi per non averle chiesto il permesso prima di scrivere questo articolo, poiché lei non ama l'autopromozione, non si vanta delle sue buone azioni, non ricorda a nessuno i favori che ha fatto e non fa mai sentire nessuno in difficoltà.

Grazie per il tuo buon carattere, grazie per l'ottima educazione che hai ricevuto, grazie per noi, e che Dio benedica te e tutti coloro che sono come te...

E mi scuso ancora, Rees, perché parlare di te ti ferisce, ferisce i tuoi sentimenti e ferisce il tuo orgoglio... Perdonami... perché credo che la verità debba essere pronunciata ad alta voce e proclamata, per servire da lezione agli altri. Noi testimoniamo ciò che è giusto e vero, e dobbiamo esserne testimoni come ci ha comandato il nostro Padre Celeste...

Che Dio ti benedica sempre...


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