Cinquantenario della nomina di Craxi a segretario del Partito Socialista Italiano
- 16 lug
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Talal Khrais

Il 12 luglio ho letto una intervista di Bobo Craxi, rilasciata all’AGI, in cui parlava del padre, Bettino Craxi, e della sua svolta ideologica “La vera e profonda separazione ideologica” che la leadership di Bettino Craxi portò avanti nel PSI “riguardava la separazione dal leninismo, più che dall’analisi economica di Marx. Il punto fondamentale era la netta distinzione tra socialismo democratico e comunismo”.
L’intervista è stata rilasciata da Bobo Craxi in occasione del Cinquantenario della nomina del padre Bettino a segretario del Partito Socialista Italiano. Persone come me ricordano bene l’evento: il comitato centrale del PSI, al Midas, portò alla Segreteria Bettino Craxi, e fu una scelta strategica e una svolta nella politica.
Posso essere d’accordo con Bobo, ma mi rincresce il mortale silenzio da quando suo padre fu liquidato politicamente. Ricordo bene i momenti più drammatici della vicenda di Bettino Craxi, quando Bobo cercava un posto tra le file degli stessi che la determinarono anche tramite le toghe rosse. Lungo, assurdo silenzio.

Al contrario, Stefania Craxi, durante l’esilio del padre e dopo la sua scomparsa, ha lottato disperatamente per la giustizia. L’unica sua arma i militanti che amavano e credevano in Craxi.
Una parte della storia del socialismo italiano è stata una storia di sottomissione alla cultura comunista. L’avvento di Bettino Craxi alla segreteria del PSI fece sì che venisse rotto l’atteggiamento di sottomissione e affermata una cultura riformista moderna, unica cultura della sinistra che ha retto il confronto con la storia. Lo ha detto Stefania, oggi capogruppo di Forza Italia, al Senato, durante una intervistata all’AGI in occasione dei 50 anni del comitato centrale del PSI, svoltosi il 16 luglio 1976, che portò il padre Bettino a diventare segretario del Partito Socialista.
Maurizio Valenzi, sindaco di Napoli militante del PCI, mi disse nel 1982 il PCI sta sbagliando ad usare i socialisti come una vetrina privando loro della loro identità. Continuò: “verrà un giorno chi capovolgerà tutto.
Il ricordo dell figlia: “Craxi viene eletto perché i leader del Psi in questo modo pensano di designare un segretario di transizione, perché era un rappresentante della corrente più debole del partito, gli autonomisti di Nenni. In realtà si sbagliano profondamente, Craxi rimane segretario per più di 16 anni e capovolge la cultura di quel partito, che era in quel momento di sottomissione alla cultura comunista. Riprende la cultura riformista, che non aveva avuto tanta fortuna nel Psi, la cultura di Filippo Turati e di Anna Kuliscioff, che partiva da Milano. Una rivoluzione di grande impatto, anche grazie a una classe dirigente di quarantenni vicini a Craxi.



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