top of page

Damasco e Baghdad partenariato strategico

1 ora fa
Tempo di lettura: 1 min

Wael Al-Mawla - Damasco


La visita del Primo Ministro iracheno Ali Faleh Al-Zaidi a Damasco e il suo incontro con il Presidente siriano di transizione Ahmed Al-Sharaa non può essere letta come un semplice passo diplomatico, ma come un'opportunità per ricostruire il rapporto siro-iracheno su basi di interessi comuni, cooperazione di sicurezza ed economica, e protezione della stabilità della regione dai rischi di divisione e conflitti settari.

Iraq e Siria non sono solo due paesi vicini, ma rappresentano un'estensione storica, sociale e geografica, con sfide che non possono essere affrontate senza coordinamento. In una regione logorata da guerre e divisioni, l'avvicinamento tra Damasco e Baghdad diventa una necessità politica e strategica, soprattutto per contrastare i tentativi di strumentalizzare le identità settarie.

Da qui, la visita di Al-Zaidi alla Moschea degli Omayyadi e la sua donazione di cinque milioni di dollari per le sue esigenze, oltre a una somma simile per il santuario di Sayyida Zeinab nella periferia di Damasco, assume un significato che va oltre la dimensione religiosa. L'unione di questi due monumenti, per il loro simbolismo nel sentimento islamico, può essere letta come un messaggio politico e morale che i patrimoni comuni devono essere ponti di comunicazione, non pretesti di divisione.

Economicamente, emerge il progetto di esportazione del petrolio iracheno attraverso il gasdotto di Baniyas, con una portata fino a 2 milioni di barili al giorno secondo le dichiarazioni, come progetto strategico potenziale. Se attuato, darebbe all'Iraq uno sbocco aggiuntivo e restituirebbe alla Siria un ruolo importante nella mappa energetica regionale.

Sul piano della sicurezza, approfondire la cooperazione tra i due paesi è una necessità per affrontare terrorismo, contrabbando e sfide transfrontaliere.

 


Commenti


bottom of page