Damasco ridefinisce il rapporto con il Libano
- 1 giorno fa
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*✍️ Wael Almawla – Scrittore e giornalista

In politica esistono visite che rimangono confinate al protocollo diplomatico, e altre che vengono interpretate come il segnale di trasformazioni più profonde nella visione strategica di uno Stato. In questo contesto si inserisce la visita del ministro degli Esteri siriano Asaad Al-Shaibani a Beirut, che non rappresenta una semplice tappa diplomatica, bensì l'annuncio di un nuovo approccio siriano nei confronti del Libano, fondato sul ruolo dello Stato, sugli interessi comuni e sulla cooperazione istituzionale, in una fase regionale in cui l'intero Medio Oriente sta ridefinendo priorità e alleanze.
L'elemento più significativo della visita non è stato soltanto il numero degli incontri, ma anche la loro varietà. Dal Palazzo di Baabda alla sede della Presidenza del Parlamento ad Ain el-Tineh, fino al Palazzo del Governo, passando per le autorità religiose e i leader politici appartenenti ai diversi schieramenti, Al-Shaibani ha voluto trasmettere un messaggio chiaro: Damasco considera il Libano uno Stato nella sua interezza istituzionale e politica, e ritiene che il futuro delle relazioni bilaterali possa essere costruito esclusivamente attraverso il dialogo diretto, il rispetto reciproco e il buon vicinato.
Questa impostazione ha trovato una traduzione concreta nella firma dell'accordo per l'istituzione della Commissione Suprema Congiunta Siria-Libano, destinata a diventare un quadro permanente di coordinamento nei dossier politici, economici e di sicurezza, oltre che nei settori dei trasporti, dell'energia, delle risorse idriche, della cultura e della sanità. Un passo che riflette la volontà comune di superare la gestione episodica dei dossier per costruire una partnership istituzionale capace di affrontare le sfide della fase futura.
Tra i messaggi che hanno attirato maggiormente l'attenzione degli osservatori vi è stata la dichiarazione di Al-Shaibani secondo cui durante la visita non era previsto alcun incontro con Hezbollah, pur precisando che Damasco rimane aperta a tale possibilità qualora lo richiedessero gli interessi comuni. Una posizione che non rappresenta né una smentita dei rapporti né una dichiarazione di rottura, ma piuttosto l'espressione di un approccio più pragmatico, nel quale la priorità è attribuita alle relazioni ufficiali con lo Stato libanese, mantenendo al contempo aperti i canali di comunicazione con tutte le forze politiche quando ciò risulti funzionale agli interessi reciproci. Un orientamento che riflette una politica più flessibile e meno condizionata dagli schieramenti tradizionali.
Nello stesso contesto, Al-Shaibani ha ribadito la condanna della Siria nei confronti delle aggressioni israeliane contro il Libano, confermando il sostegno di Damasco allo Stato libanese nei suoi sforzi per consolidare sicurezza e stabilità. Un messaggio che coniuga la continuità della posizione siriana sul conflitto con Israele e la convinzione che la stabilità del Libano rappresenti un interesse strategico diretto anche per la Siria.
Dal canto suo, la leadership libanese ha accolto questi messaggi con un linguaggio analogo. Il Presidente Joseph Aoun ha sottolineato che Siria e Libano condividono l'interesse per la reciproca stabilità e ha reso noto di aver ricevuto un invito ufficiale a visitare Damasco. Il Primo Ministro Nawaf Salam, invece, ha definito la visita un ulteriore passo nel percorso di ricostruzione delle relazioni tra i due Paesi, annunciando l'accordo per la costituzione della Commissione Suprema Congiunta e il rilancio di numerosi progetti di cooperazione, a partire dall'interconnessione elettrica e dai principali dossier economici.
Quanto accaduto a Beirut va ben oltre la visita di un ministro degli Esteri o la firma di un accordo di cooperazione. Esso rappresenta il tentativo della Siria di ridefinire il proprio rapporto con il Libano attraverso una nuova visione che pone lo Stato al centro dell'equazione politica e privilegia gli interessi comuni rispetto alla logica delle contrapposizioni. Il successo di questa impostazione dipenderà tuttavia dalla capacità di entrambe le parti di trasformare le dichiarazioni politiche in risultati concreti, poiché le relazioni tra gli Stati non si misurano dalla portata delle parole, ma dalla loro capacità di costruire un partenariato stabile e duraturo, capace di resistere alle complesse trasformazioni della regione.
*Rappresentante dell'Associazione di Amicizia Italo-Araba in Siria



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