Egitto - A Tell al-Abqain nuovi resti di una fortezza del Nuovo Regno

Assadakah News - Nuove scoperte archeologiche a Tell al-Abqain, nel governatorato di Beheira, nel nord dell’Egitto, stanno contribuendo a ricostruire la vita quotidiana all’interno di un’antica fortezza militare del Nuovo Regno, utilizzata come presidio per proteggere il territorio dalle incursioni delle tribù libiche. Il sito, situato nella regione del Delta del Nilo, ha restituito abitazioni, strutture per la conservazione dei cereali, fornaci, reperti iscritti e oggetti legati alle pratiche religiose.
La missione archeologica egiziana ha individuato un articolato complesso abitativo in mattoni crudi, collegato all’ingresso meridionale della fortezza. Nella parte settentrionale sono emerse due strade principali: una orientata da est a ovest e l’altra da nord a sud. La loro disposizione suggerisce una pianificazione degli spazi anche all’interno della struttura fortificata.
Tra i ritrovamenti figurano silos destinati alla conservazione dei cereali e forni cilindrici in ceramica utilizzati per la cottura del pane. Diverse camere residenziali sono state individuate nei pressi di pozzi già scoperti nell’angolo sud-orientale della fortezza. Elementi che offrono nuove informazioni sull’organizzazione delle risorse e sulle attività quotidiane della comunità.
Particolarmente significativo il ritrovamento della sepoltura di un giovane cavallo maschio, conservato in buone condizioni e accompagnato da elementi di una bardatura decorativa. Secondo i primi studi, l’animale apparteneva a una tipologia allevata per velocità e agilità, caratteristiche che avrebbero potuto favorirne l’impiego in ambito militare o nel traino dei carri. Gli archeologi ipotizzano che la deposizione possa essere stata deliberata e avere avuto un carattere onorifico, ma si tratta di un’interpretazione ancora da approfondire.
Di notevole interesse anche le testimonianze scritte. È stato recuperato un frammento di stele in calcare collegato a Merneptah, faraone della XIX dinastia e figlio di Ramses II. Un’iscrizione in scrittura ieratica esalta la potenza del sovrano, mettendola a confronto con quella del dio Seth. Un altro frammento conserva invece i nomi di nascita, del trono e di Horus di Ramses II, conosciuto come Ramses il Grande.
Una terza raffigurazione mostra un prigioniero legato e in atteggiamento di sottomissione. In base agli abiti, gli studiosi lo hanno identificato come un libico appartenente alla tribù dei Meshwesh: una testimonianza che contribuisce a documentare il contesto dei rapporti e dei conflitti tra l’Egitto e le popolazioni della regione.
Gli scavi hanno inoltre restituito scarabei recanti i nomi di sovrani e divinità, insieme ad amuleti associati alla protezione, alla fertilità e alla forza. Completano il quadro numerosi oggetti di uso quotidiano, tra cui recipienti in ceramica, pesi da telaio e gioielli.
Secondo il ministro egiziano del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, le nuove evidenze permettono di approfondire non soltanto la funzione militare della fortezza, ma anche la vita degli uomini e delle donne che vi abitavano. Nel loro insieme, i reperti restituiscono infatti un’immagine più articolata della comunità insediata a Tell al-Abqain, comprendente militari e civili, e documentano attività produttive, organizzazione sociale, abitudini e credenze religiose.
Le scoperte ampliano così la conoscenza di un insediamento strategico del Nuovo Regno, mostrando come, accanto alla funzione difensiva, la fortezza fosse anche uno spazio organizzato di vita, lavoro e pratiche culturali.




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