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Gavorrano - La miniera un grande set cinematografico e televisivo

8 mar 2025
Tempo di lettura: 5 min

Giuseppina Scotti (Assadakah News) - Un altro evento-ritrovo il 1° marzo del Club Enogastronomico- Culturale “La Cinghialessa” nel caratteristico paese di Gavorrano, un tempo centro minerario di elevata importanza, Il Club, presieduto dal validissimo e instancabile presidente Franco Balloni al quale tutti gli associati devono tanti momenti di grande interesse storico-culturale e nei quali vengono approfonditi personaggi, luoghi, istituzioni, spesso non sufficientemente conosciuti, della nostra amata Maremma.

L'appuntamento di Gavorrano è avvenuto con la compartecipazione dell’Associazione “Noi del Golfo”di Follonica, della quale è presidente il professore Rino Magagnini e due rappresentanti della cultura piombinese, il dottor Paolo Volpini e la giornalista e scrittrice Letizia Leonardi. Importante e fondamentale è stata la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Gavorrano, nelle persone della Sindaca dottoressa Stefania Ulivieri, della Consigliera dottoressa Patrizia Scapin e dell’Assessore Massimo Borghi. Presente anche Mirella Garbati, figlia dello storico Sindaco gavorranese Mario Garbati.

Le amiche e gli amici del Club “La Cinghialessa” e dell’Associazione UNUCI di Grosseto si sono ritrovati sul sagrato della Chiesa parrocchiale per ascoltare l’approfondita e valida illustrazione storico-artistica delle due strutture, Comune e Chiesa, edifici che, da sempre, hanno rappresentato, nelle piazze principali dei centri urbani, il potere laico e quello ecclesiale, tenuta dalla Storica dell’arte, nonché Consigliere, dottoressa Patrizia Scapin. L’esauriente spiegazione esterna si è poi protratta all’interno della Chiesa di San Giuliano, dove, la stessa ha parlato dell’ambiente, soffermandosi, oltre che sulla struttura, soprattutto sulla splendida scultura in marmo della Madonna del Carmine attribuita allo scultore Giovanni D’Agostino, datata approssimativamente al 1336 e protetta da una bacheca allarmata.

Queste giuste precauzioni sono state create per proteggere l’importante e preziosa opera d’arte da scempi o trafugamenti. Tale statua, in effetti ha passato numerose vicissitudini quando, molti anni fa sparì dalla chiesa per farvi ritorno soltanto nel 1935, con grandi festeggiamenti, ripetuti anche il 13 luglio 2010, a ricordo dell’avvenimento fortunato di 75 anni prima.

Di grandissimo interesse il saluto della Sindaca, ma soprattutto l’attenta spiegazione degli affreschi che adornano il soffitto della Sala Consiliare e delle lapidi presenti sulle pareti della stessa Sala: lo stemma del capoluogo e quelli delle cosiddette frazioni, che non possono essere considerate tali, ma veri e propri centri abitati a se stanti, quali Ravi, Caldana, Giuncarico e Scarlino, divenuto poi Comune autonomo. Colpisce, in modo particolare, la lapide riportante le votazioni per il Regno d’Italia. La professoressa Giuseppina Scotti ha fatto dono di una sua pubblicazione Luci di Maremma, all'interno della quale c' e' una sua poesia sui minatori, alla Sindaca di Gavorrano, alla consigliera Scapin e alla Biblioteca Comunale.

A seguire, i presenti erano attesi al ristorante “Il Morgante” con un pranzo costituito da antipasti, primi e dolci allettanti, cucinati con maestria e attenzione. Franco Balloni,con il suo spirito ironico, ha letto la poesia d’occasione composta da lui stesso a ricordo della giornata e, come al solito accolta di buon grado dai presenti. A seguire, la consegna, da parte della dottoressa Giuseppina Scotti, al Presidente Balloni, di una targa riproducente un cinghiale, opera considerata rara del grande artista maremmano Lucio Parigi, ormai scomparso, a ricordo della scorsa giornata tenutasi a Batignano, per ricordare e celebrare la dottoressa Brunetta Scotti, che, nel 1927, a soli 25 anni divenne la prima Donna Medico Condotto in Maremma, Toscana e Italia, proprio in quella frazione del Comune di Grosseto.

La giornata si è conclusa magnificamente presso il sito storico dei “Bagnetti” che ospitava gli spogliatoi dei minatori, l’infermeria e gli Uffici della Montecatini, edificio inaugurato, nel 1968, dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e che oggi è sede del Parco Minerario Naturalistico Nazionale e l’Ufficio Turistico. In tale ambito Franco Balloni ha ulteriormente informato i presenti del ricco programma: una prima breve, ma significativa conferenza sulla figura dell” Asino di Miniera”, tenuta dal dottor Roberto Giomini, Vicepresidente dell’Ordine Veterinari della Provincia di Grosseto. Il veterinario si è soffermato sulla figura dell’asino, animale che, per millenni, dalla sua domesticazione (circa 4000 anni a.C.) è sempre stato fedele servitore dell’uomo per tutte le attività più faticose e, quindi, artefice, vero e proprio dello sviluppo economico del mondo rurale e non solo perché si ritrova, appunto, utilizzato anche al traino dei carrelli carichi di minerale nei cunicoli sotterranei delle miniere, divenendo, spesso, anche ciechi, come ha sottolineato il dottor Giomini, ricoperti di polvere nera e vivendo sempre sotto terra senza mai vedere la luce.

Molti non sanno che l’asino ha svolto un ruolo determinante anche nelle antiche guerre, fino all’ultima grande guerra. Anche attraverso alcune immagini si è potuto apprezzare questo animale, così poco considerato e, invece, tanto importante nella vita lavorativa umana: come dimenticare il somarello che dentro gli antichi frantoi girava, per ore ed ore, la mola per frantumare le olive e produrre il pregevole olio toscano o di qualunque altra regione italiana?

Il pomeriggio è continuato con uno splendido, storico e prezioso filmato: La Miniera di Gavorrano dal 1919 al 1995, un grande set cinematografico e televisivo con la visione di notevolissimi contenuti video come  Matrimonio dell’attrice Lyda Borrelli con il Conte Vittorio Cini il 19 giugno 1919, sposatisi in gran segreto proprio a Gavorrano; Il motivo in maschera che, nel 1995, fu una trasmissione televisiva condotta da Mike Buongiorno dagli Studi RAI di Firenze e nella quale il minatore gavorranese Mario Olivotto partecipò e vinse 3 gettoni d’oro del peso di 250 gr.

A seguire; La Cittadella, famoso sceneggiato a puntate tratto dal romanzo di Archibald Joseph Cronin e girato, in parte, nelle gallerie e laveria del miniera di Gavorrano nel 1964 con Alberto Lupo e Anna Maria Guarnieri; il Radiotecnico Pasquale Scapecchi riuscì ad installare un “ponte caldo” sul castello del Pozzo Valsecchi a Gavorrano nel 1964 per permettere agli abitanti di Bagno di Gavorrano di vedere il 2° canale RAI, istituito proprio nel 1964, che non riuscivano a vederlo per una zona d’ombra.e poi il filmato del 1968 sulla visita del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, su invito della Società Montecatini Edison che, inaugura il grande edificio Infermieristico, Igienico, Assistenziale dei Bagnetti. Nel 1968, all’interno della galleria mineraria di Pozzo Impero, furono girate alcune scene del film: La Pecora nera con l’attore Vittorio Gassman che impersonava un industriale minerario. Durante le riprese, un socio della”Cinghialessa”, Paolo Roventini, nella sua veste di giovane paparazzo, eseguì un importante reportage fotografico. Drammatica storia, quella del 1981, nella quale i minatori gavorranesi, con la lettera di dimissioni in tasca, furono protagonisti nel recupero del corpo del povero Alfredino caduto in un pozzo a Vermicino.

Prima di concludere l’interessantissimo pomeriggio culturale è stata presentata un’ulteriore informazione e dimostrazione di proficuo lavoro nell’ambito minerario dall’associato Maurizio Leuci, che era responsabile degli impianti di aggottamento acque delle locali miniere. Il video, che lui stesso ha brillantemente illustrato, ha mostrato e approfondito le problematiche relative agli sgorghi acquiferi nei vari livelli, tenuti opportunamente sotto controllo per evitare allagamenti, soprattutto sulla frazione di Bagno di Gavorrano.

Una giornata piacevole, intensa, culturalmente efficace come tante di quelle organizzate con infinito entusiasmo e capacità dal presidente del Club “La Cinghialessa” Franco Balloni. Restiamo senz’altro in attesa di un nuovo incontro, curiosi di conoscere dove e quando saremo trasportati in una nuova avventura enogastronomica (che non guasta certamente!!!) e la scoperta di diverse territorialità e realtà semi sconosciute della Maremma.

 
 
 

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