Giordania: "L'unità tra cristiani e musulmani respingerà l'estremismo e la discordia"
*Talal Khrais

Dopo l'attacco armato durante un funerale nella chiesa greco-ortodossa di San Giorgio a Hmoud, che ha provocato 8 morti e 40 feriti, i rappresentanti delle comunità cristiane hanno affermato che tale azione non farà altro che rafforzare il legame con la Terra Santa e il dialogo interreligioso.
«Se lo scopo di quest’azione è sradicarci dalla Terra Santa e costringerci a fuggire, l’unico risultato che otterrà sarà quello di rafforzare il nostro legame con essa». È ferma e inequivocabile la dichiarazione con la quale il Patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III, ha condannato l’attentato terroristico compiuto il 23 ottobre in Giordania, nella chiesa di San Giorgio nel villaggio di Hmoud, governatorato di Al-Karak.

Rafforzate le misure di sicurezza mentre si cercano gli aggressori
Secondo le prime ricostruzioni, almeno tre uomini armati hanno fatto irruzione durante una cerimonia funebre aprendo il fuoco indiscriminatamente sui fedeli inermi. Le autorità giordane hanno dichiarato di essere ancora sulle tracce degli aggressori, aggiungendo che è prematuro stabilire se vi siano legami con gruppi noti. Al momento non c'è stata alcuna rivendicazione.
«Questo è il risultato di un’ideologia terroristica e di un cieco estremismo; non permetteremo che la società intraprenda questa strada», ha scritto il Primo Ministro Jafar Hassan su X, mentre Re Abdullah II si è recato sul luogo del massacro dichiarando che i responsabili saranno puniti «con il pugno di ferro». Misure di sicurezza sono state rafforzate in centri commerciali, ambasciate e siti sensibili in tutto il Regno hashemita.

La fermezza del Patriarca Teofilo III
«Per quanto gravi siano gli eventi intorno a noi, non abbandoneremo mai la nostra terra. Siamo figli di questa terra, noi stessi ne siamo le origini», ha aggiunto Teofilo III, rappresentato in Giordania da due vicari patriarcali ad Amman e Irbid. «Rimarremo qui, testimoniando la nostra fede». Il Patriarca ha espresso la convinzione che la società giordana «rimarrà impermeabile a ogni ideologia oscura» e che questo atto «sia completamente estraneo all’Islam moderato, così come viene promosso e praticato nel Paese».
Solidarietà dai Capi delle Chiese di Gerusalemme
Dolore e sgomento sono stati espressi dai Patriarchi e Capi delle Chiese di Gerusalemme in un comunicato congiunto, che parla di «efferato e disumano attacco terroristico» contro civili indifesi che «costituisce una grave offesa a Dio e all’umanità. Colpire persone in preghiera, all’interno della casa di Dio, mentre piangono i propri defunti, viola ogni valore sacro e umano».
«Si tratta di un’aggressione all’intera comunità cristiana del Regno hashemita e al tessuto sociale giordano, un modello esemplare di convivenza dove musulmani e cristiani vivono uniti, in spirito di fratellanza, da generazioni», prosegue il testo. I rappresentanti hanno invitato tutte le parrocchie della regione a suonare le campane a morto in segno di solidarietà.
Il Patriarcato Latino: il ruolo di Re Abdullah II
Anche il Patriarcato Latino di Gerusalemme è intervenuto, sottolineando il ruolo svolto dalla famiglia hashemita guidata da Re Abdullah II «nel consolidare i valori di moderazione e tolleranza, nel difendere la dignità umana e nel salvaguardare la libertà di praticare i riti religiosi».
«La coesione nazionale del popolo giordano rappresenta una salvaguardia fondamentale contro il terrorismo, l’estremismo e qualsiasi tentativo di seminare divisione o discordia. I giordani, sia musulmani che cristiani, formano un’unica famiglia nazionale, unita da una storia condivisa e da un destino comune».
Cordoglio anche da Bartolomeo e dal WCC
Da Roma, dove è in visita, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo ha telefonato a Teofilo III condannando l’attentato: «Ogni atto terroristico è diretto contro la pacifica convivenza di popoli, religioni e culture, che riveste un’importanza vitale, soprattutto per il Medio Oriente, da tempo sofferente».
Anche il Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese (WCC), Rev. Jerry Pillay, ha evidenziato che «i forti legami di amicizia e di reciproco rispetto tra cristiani e musulmani in Giordania non saranno scalfiti da questo atto di violenza», chiedendo la protezione di tutti i luoghi di culto.




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