Il Cardinale Zuppi ricorda San Francesco d'Assisi: rinnovare la missione della Chiesa
Città del Vaticano -Talal khrais

Il Presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), Cardinale Matteo Zuppi, in occasione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, ha ricordato che la Chiesa italiana celebrerà ad Assisi, il prossimo 4 ottobre, San Francesco e quanto il suo messaggio di sia ancora attuale, soprattutto nella semplicità dell'annuncio, nella vicinanza alla gente, nell'apertura all'altro, nel superamento dei confini e dei muri. Ha rievocato, in questo contesto, la storia di San Francesco e il lupo di Gubbio, come modello di negoziazione e ricerca di soluzioni alla violenza attraverso il dialogo, non attraverso le armi.
Ritiene che la pace, in questa visione, non significa allontanare l'altro, ma trovare un modo per convivere, affrontare le cause della violenza e costruire la riconciliazione.
L'intervento del Presidente della CEI non è stato privo di un monito contro il crescente ricorso alla forza e alle armi nelle relazioni internazionali, citando l'Enciclica di Papa Leone XIV "Magnifica Humanitas", che parla di una preoccupante trasformazione del discorso pubblico e delle politiche legate al riarmo. Ha invitato a non arrendersi alla logica della forza e a trasformare le comunità ecclesiali in "case di pace e di riconciliazione".
Inoltre, ha ricordato il quarantesimo anniversario dell'incontro di Assisi, indetto da Papa Giovanni Paolo II, nel 1986, che riunì rappresentanti delle Chiese cristiane e delle diverse religioni per pregare per la pace.

E ancora, lo "Spirito di Assisi" sia necessario oggi, tra guerre e polarizzazioni, evidenziando l'importanza del dialogo interreligioso, il valore del contrasto a ogni forma di persecuzione religiosa e l’avanzamento della conoscenza reciproca lontano dai pregiudizi.
Sua Eminenza ha toccato anche il cinquantesimo anniversario del primo Convegno ecclesiale nazionale di Roma, nel 1976, sul tema "Evangelizzazione e promozione umana", affermando che la domanda posta allora sulla necessità di rinnovare la fede in Italia rimane ancora attuale, sebbene la realtà sociale e culturale sia cambiata profondamente. In questo quadro, ha invitato a ripensare le strutture ecclesiali in modo adeguato alla natura missionaria della Chiesa, sottolineando che le strutture devono servire la libertà dell'annuncio del Vangelo, non diventare un fine in sé.
Sul piano educativo, il Presidente della CEI ha considerato la scuola come un laboratorio essenziale per il futuro comune, perché l'istruzione non si limita a programmi e curricoli, ma mira ad aiutare la persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di conoscere il bene e di costruire relazioni responsabili con gli altri.
In questo contesto, segnano una svolta decisiva per il futuro le disuguaglianze nel campo educativo, sottolineando la necessità che le condizioni economiche, sociali, il luogo di nascita non determinino le opportunità di apprendimento dello studente.
Nel suo intervento, ha affrontato l'impatto dell'intelligenza artificiale, affermando che la tecnologia può offrire strumenti importanti, ma non può sostituire l'insegnante, né sostituire la relazione umana e il ruolo dell'educazione nell'insegnare ai giovani come porre domande, pensare e distinguere tra vero e falso.
Il Cardinale Zuppi ha concluso il suo intervento invitando alla preghiera e alla pace, ispirandosi alla vita di San Francesco, sottolineando la necessità di costruire ponti invece di muri, l’esigenza di trasformare la Chiesa e la società in una forza di riconciliazione, in un momento in cui il mondo assiste a un'escalation di conflitti e divisioni.




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