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Il Comandante MIBIL: abbiate fiducia nell’esercito libanese

  • 16 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Indagine di Nayla Assaf

 


(Foto Ministero Difesa)
(Foto Ministero Difesa)

L'impegno dell'Italia in Libano non è recente. Risale a quasi quattro decenni fa, all'inizio degli anni '80, quando l'Italia dispiegò i suoi soldati nel Libano meridionale per unirsi alle forze UNIFIL nell'ambito delle operazioni di mantenimento della pace. 

Nel 2015 è stata istituita la Missione militare bilaterale italiana in Libano (MIBIL), nel più ampio contesto delle iniziative promosse dall'"International Support Group" (ISG), di cui fanno parte, oltre ai Paesi membri del Consiglio permanente delle Nazioni Unite, Germania, Italia e UE.

La missione non ha risparmiato alcuno sforzo per assistere sia le Forze armate libanesi (LAF) sia la popolazione civile, mentre il suo compito assegnato era quello di organizzare e condurre attività di addestramento e consulenza per le Forze armate libanesi (LAF).

In questo contesto, l'Agenzia di Stampa Nazionale (ANI) ha condotto un'intervista esclusiva con il comandante della MIBIL, colonnello Sandro Iervolino, il quale ha affermato che "le attività che la MIBIL intraprende in collaborazione con le LAF si concentrano principalmente sul supporto nel campo dell'istruzione e della formazione".

Per colmare le potenziali lacune formative, si è concentrato sui modi per superare queste criticità. "La nostra missione propone l'organizzazione di corsi specifici nei settori CBRN, salute, difesa personale, tiro con arma singola e conduzione di operazioni in ambienti urbani, montuosi e marittimi". 

Proseguendo su questa linea, Iervolino ha affermato che "l'obiettivo principale della MIBIL è quello di fornire un supporto costante alle LAF, che consideriamo un'istituzione credibile e resiliente, in grado di fornire un supporto efficace al Libano, soprattutto in un periodo di crisi come quello che il Paese sta attualmente vivendo".

Interrogato sulle attività svolte finora, il comandante della MIBIL ha rivelato che "dal 2015 sono stati erogati più di 300 corsi a oltre 7.000 partecipanti". Ha aggiunto: "Inoltre, dal 2023 la MIBIL opera nel campo della cooperazione civile-militare e lo scorso anno sono stati conclusi 44 progetti nei settori dell'istruzione, della sanità e dell'agricoltura". Ha inoltre spiegato che, in queste difficili circostanze, "la missione sta fornendo assistenza sanitaria supportata dall'invio di due team medici presso l'ospedale militare di Beirut".

Riflettendo sulla sua esperienza in Libano, Iervolino ha affermato che "a 6 mesi dall'inizio della mia missione, posso affermare con franchezza che la cooperazione con le LAF è eccellente a tutti i livelli e che i rapporti sono assolutamente cordiali e collaborativi, fondati su un profondo rispetto per il personale italiano", non mancando di ringraziare i suoi predecessori per l'eccellente lavoro svolto finora e per la credibilità acquisita in questi anni.

Ha poi illustrato nel dettaglio il processo di lavoro della MIBIL. "Al termine di ogni attività addestrativa, i nostri team, in collaborazione con le unità libanesi, individuano le attrezzature necessarie per aumentare le capacità operative e logistiche dell'esercito", ha affermato, spiegando che "le informazioni vengono condivise con il Ministero della Difesa italiano affinché possano essere inserite in progetti che l'Italia finanzia con fondi dedicati al rafforzamento delle capacità delle forze armate dei Paesi partner".

Iervolino ha aggiunto che "le donazioni riguardano principalmente attrezzature specializzate, veicoli e progetti di grande importanza per le LAF".

Interrogato sulla cooperazione con l'UNIFIL, ha indicato che "la MIBIL opera principalmente nella zona centrale del Paese, quindi il suo compito è diverso da quello che spetta all'UNIFIL", affermando che "non è stata valutata alcuna possibile opzione di collaborazione con le forze schierate a sud del Litani sotto la giurisdizione delle Nazioni Unite".

Riguardo alla sua valutazione della situazione attuale delle Forze armate libanesi (LAF), il comandante della MIBIL ha parlato di "un periodo di lotta e resilienza, in linea con la situazione economica del Libano". "Tuttavia, siamo tutti favorevolmente colpiti dall'elevato livello di professionalità delle Forze armate libanesi e speriamo in ulteriori miglioramenti nel prossimo futuro", ha affermato con ottimismo.

Riguardo alle attività che la MIBIL intende intraprendere, Iervolino ha ricordato «l'impegno costante delle Forze Armate italiane e quindi della MIBIL anche dopo il 7 ottobre», promettendo che continuerà con la stessa intensità nel prossimo futuro.

"Per il 2024, i corsi di formazione erogati da MIBIL aumenteranno del 15% e stiamo già lavorando al piano formativo per il 2025", ha rivelato.

Riguardo al messaggio che ha voluto trasmettere oggi al popolo libanese e ai membri dell'Aeronautica Militare Libanese (LAF), Iervolino ha dichiarato: "Vorrei inviare un messaggio di speranza al popolo libanese nonostante la grave crisi che sta colpendo l'intera regione del Medio Oriente e vorrei dire loro che possono continuare a riporre la loro massima fiducia nelle LAF". "Allo stesso tempo, ai miei amici e membri delle LAF, vorrei riaffermare il nostro stretto rapporto ribadendo ancora una volta quanto siamo orgogliosi di collaborare al loro fianco", ha concluso.

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