Il gasdotto Atlantico diventa realtà: la Cedeao approva il maxi-progetto che collegherà l'Africa all'Europa
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Amal El Harrar
L'approvazione dell'Accordo Intergovernativo da parte della Cedeao segna una svolta storica per le rotte energetiche globali, per l'integrazione economica del continente africano e per la sicurezza degli approvvigionamenti verso il bacino del Mediterraneo e l'Unione Europea.

I Capi di Stato e di Governo della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale, riuniti nel vertice di Freetown, in Sierra Leone, hanno formalmente accolto e siglato l'intesa che disciplina la realizzazione del Gasdotto Atlantico Africano Nigeria-Marocco (African Atlantic Gas Pipeline - Aagp).
L'opera, dal valore stimato di circa 25 miliardi di dollari e con l'inizio dei cantieri programmato per il 2028, si configura come uno dei più ambiziosi progetti infrastrutturali al mondo.
Lungo un tracciato imponente di seimila chilometri che snoderà la propria dorsale lungo la costa atlantica toccando ben 14 Paesi dell'Africa occidentale, la condotta trasporterà il gas naturale estratto dai ricchi giacimenti nigeriani fino al nord del Marocco, connettendosi direttamente al già esistente gasdotto Maghreb-Europa e, da lì, approdando alla rete di distribuzione spagnola ed europea.

Come riportato dalle principali testate internazionali, tra cui il quotidiano francese Le Monde, la firma dell'intesa sancisce il pieno supporto politico, istituzionale ed economico dei Paesi del blocco regionale a un'iniziativa strategica nata dalla visione congiunta del Re del Marocco, Mohammed VI, e dell'ex Presidente nigeriano Muhammadu Buhari, oggi fortemente sostenuta e rilanciata dall'attuale Capo di Stato nigeriano, Bola Ahmed Tinubu.
Lo sviluppo tecnico e commerciale dell'opera è affidato in partnership all'Office National des Hydrocarbures et des Mines (Onhym) del Marocco e alla Nigerian National Petroleum Company Limited (NNPC).
A testimoniare la portata storica e l'entusiasmo attorno all'infrastruttura sono giunte anche le parole di Julius Maada Bio, Capo di Stato della Sierra Leone e presidente di turno dell'Ecowas, che a margine della cerimonia ufficiale a Freetown ha scherzato con la stampa dichiarando: "Non sorprendetevi quando il gas arriverà anche da voi".
L'approvazione dell'Accordo Intergovernativo segna il passaggio decisivo verso la fase operativa e industriale dell'opera.
Il cronoprogramma stabilito prevede ora una serie di passaggi chiave, a partire dall'istituzione della Società di progetto, che stabilirà la propria sede operativa a Casablanca, e dalla creazione dell'Autorità Superiore di Governance del Gasdotto (Pipeline Higher Authority), il cui quartier generale risiederà ad Abuja.
Tali organismi avranno il compito di coordinare le fasi tecniche, regolatorie e finanziarie che condurranno alla Decisione Finale d'Investimento (FID) e alla conseguente mobilitazione dei grandi fondi internazionali e partner privati.
Il quadro diplomatico sarà infine completato con una cerimonia formale separata, alla presenza della presidenza nigeriana, durante la quale apporranno la propria firma anche il Regno del Marocco e la Repubblica Islamica di Mauritania, nazioni geograficamente cruciali per il passaggio della condotta ma esterne al blocco Cedeao.
Una volta a regime, l'Aagp garantirà una capacità complessiva di trasporto pari a 30 miliardi di metri cubi di gas naturale all'anno, equamente ripartita per rispondere a due esigenze fondamentali: 15 miliardi di metri cubi saranno destinati ai mercati dell'Africa occidentale per supportare l'elettrificazione diffusa, contrastare la povertà energetica e stimolare la crescita industriale della regione, mentre i restanti 15 miliardi di metri cubi fluiranno verso il Marocco e le reti europee, fornendo ai Paesi dell'UE un'alternativa strategica e fondamentale per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e per la riduzione delle dipendenze da altri fornitori esteri.




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