Il Nilo e l' inganno: Cronaca di una "Friendship Scam"
- 4 gen
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Maddalena Celano (Assadakah News) Il Nilo e l' inganno: Cronaca di una "Friendship Scam" tra le meraviglie dell'Egitto

Viaggiare in Egitto è un atto d’amore verso la storia dell'umanità. È un percorso che si snoda tra le sabbie del deserto e il blu profondo del Mediterraneo. Eppure, la mia recente esperienza mi ha insegnato che, dietro il fascino millenario, può celarsi un'insidia subdola: quella che a livello internazionale viene definita "Friendship Scam", ovvero la truffa mascherata da "amicizia".

Il mio itinerario è iniziato all'insegna della bellezza. Al Cairo, sono stata rapita dall'imponenza delle Piramidi di Giza e dalla solennità della Sfinge, per poi restare folgorata dal nuovo Grand Egyptian Museum (GEM), un’opera monumentale che rappresenta il futuro della museologia mondiale. Ho proseguito verso Alessandria, città di poeti e intellettuali, dove la Nuova Biblioteca e la Corniche offrono un respiro mediterraneo unico. Ho vissuto momenti di autentica magia durante una cena beduina nel deserto e navigando lungo il Nilo.
Tuttavia, questa bellezza è stata sistematicamente sfregiata dalla condotta di colui che ha organizzato il tour: Amin T., noto come "Luca il Matto Tour".
L'inganno è stato sottile. Presentandosi come un "amico" e un esperto, Amin T. ha utilizzato il legame di fiducia per eludere ogni protocollo professionale.
Non ha voluto farmi firmare alcun contratto, basando l’intero accordo su una presunta "amicizia" rivelatasi poi uno strumento di mera manipolazione economica.
È il classico schema della Friendship Scam: abbassare le difese della vittima per agire nell'opacità.
Le conseguenze sono state inaccettabili e devastanti. Nonostante un budget di 1.000 euro per otto giorni (esclusi i voli) — cifra che in Egitto garantisce standard d'eccellenza — sono stata esposta a situazioni di palese degrado logistico. Ho soggiornato in hotel di basso livello al Cairo e ad Alessandria, fino a un resort a Sharm El Sheikh privo persino di acqua calda. Per massimizzare il proprio profitto, l'organizzatore mi ha sottratto il riposo, costringendomi a passare due intere notti in viaggio senza dormire, esponendomi a inutili pericoli e a uno stress fisico insostenibile.
Ma il degrado non è stato solo materiale, è stato soprattutto umano. Mi sono trovata in balia dei suoi violenti sbalzi emotivi e di continui attacchi d’ira.
Lungi dal "proteggermi", Amin T. mi ha esposta a tensioni costanti, trattando con arroganza maleducazione me e chiunque incontrassimo sul cammino:
da tassisti, camerieri, commercianti, etc..
Un comportamento nevrotico che ha trasformato la vacanza in un'esperienza di ansia perenne.
Questa testimonianza deve servire da monito. L’Egitto merita rispetto, così come lo merita chi sceglie di visitarlo. Non affidatevi mai a chi usa l'amicizia per evitare la trasparenza. È imperativo fissare contratti ben scritti, chiari e dettagliati prima della partenza. Ogni hotel e ogni spostamento deve essere documentato ed è importante richiedere fatture, fatture trasparenti. La trasparenza non è un optional, è l'unico scudo contro chi vede nei viaggiatori solo "bancomat" da sfruttare attraverso la privazione del sonno e l'instabilità emotiva.
L'Egitto resta eterno; l'incompetenza e la malafede di certi presunti operatori turistici, invece, vanno denunciate con forza.
È raccomandabile affidarsi ad agenzie di viaggio che rilascino contratti e fatture trasparenti, è raccomandabile affidarsi ad egittologi certificati e guide ufficiali. Solo così è possibile evitare, in Egitto, truffe di ogni genere e sorta all' insegna dell' "amicizia" e della presunta "familiarità".







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