Il Papa in Algeria: Dio desidera pace per ogni Nazione, la violenza non avrà l’ultima parola
- 13 apr
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Leone XIV ad Algeri, prima tappa del viaggio apostolico in Africa, visita il Maqam Echahid, il Memoriale dei martiri algerini, e lancia un messaggio di speranza per un mondo lacerato dai conflitti: “La giustizia trionferà sempre sull’ingiustizia”. Il Pontefice ricorda che la vera ricchezza per un popolo è “amare Dio”: gli altri tipi di ricchezze “illudono e deludono” e finiscono per “corrompere il cuore e generare invidie, rivalità, conflitti”
Salvatore Cernuzio – Inviato ad Algeri
La pioggia obliqua e battente scivola lungo le tre fronde di palma in cemento, alte 90 metri, che compongono il Maqam Echahid, il memoriale di Algeri che commemora tutti i martiri caduti nella lotta contro il colonialismo francese. Da questo monumento iconico della nazione nordafricana, prima tappa del viaggio apostolico internazionale in Africa, Leone XIV implora, invoca, grida, ripetutamente, un unico appello:
Pace!
Una supplica che da questa terra, ferita in passato da conflitti e violenza, si riverbera in un mondo lacerato oggi ancora da conflitti e violenza. “Violenza che – afferma il Pontefice – non avrà mai l’ultima parola”, perché “il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace” e “la giustizia trionferà”.
L’omaggio ai martiri
“La pace sia con tutti voi! As-salamu alaykom!”, scandisce Leone all’incipit del suo primo discorso rivolto al popolo d’Algeria, introdotto dalle parole di benvenuto del cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri. Circa 5 mila le persone radunate al Memoriale costruito dall’architetto canadese Bruce Charles Abud, dove, nella cripta sotto le tre foglie, arde una fiamma eterna. Si riparano sotto ombrelli viola e blu con il logo della visita papale e immortalano con gli smartphone la prima visita di un Papa nella loro terra.
Leone XIV vi arriva intorno alle 10.45, sotto un cielo plumbeo e un forte vento che fa volare le bandiere bianco-verdi con la mezzaluna rossa dell’Algeria e quelle bianco-gialle della Città del Vaticano. Un ministro lo accoglie ai piedi della scalinata del Monumento che il Papa percorre accompagnato da due ufficiali superiori della Guardia algerina. In mano hanno una corona di fiori: è l’omaggio del Pontefice a questa gente che ha lottato per l’indipendenza, la dignità e la sovranità della nazione. A loro viene dedicato un momento di silenzio, dopo la Guardia d’onore e l’esecuzione degli inni. Il Papa e il ministro si dirigono poi verso il lato sinistro della terrazza per ammirare la veduta sul porto di Algeri.




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