Il Tavolo di Geopolitica
- 25 mar
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Paola Angelini - Assadakah

A Roma, nella sede del Circolo Canottieri Lazio, si è svolto un incontro organizzato da Maria Grazia Perna per discutere di geopolitica approfittando della specifica esperienza maturata negli anni da Talal Khrais. Molte le presenze illustri, e molti i giornalisti che hanno partecipato con calore alla serata.
Talal Khrais è il fondatore e Presidente dell’Associazione Internazionale di Amicizia Italo-Araba Assadakah. Giornalista e reporter italo-libanese, è stato nei paesi in guerra, ha acquisito una vasta esperienza nelle aree di conflitto del Medio Oriente e si è distinto per reportage da zone di guerra. Corrispondente per diverse testate internazionali e per la Santa Sede, ha lavorato in Siria dal 2011 al 2018, documentando la guerra civile siriana e le tensioni regionali, raccontando gli eventi della Siria, e il modo in cui è un Paese molto importante per il Medio Oriente e non solo.

La serata è stata una preziosa opportunità per ripercorrere insieme le sfide politiche ed economiche che stiamo affrontando in questa fase delicata, e per approfondire l’analisi dei complicati contesti di guerra del Medioriente.
Il dialogo con Talal Khrais è stato caratterizzato dalla grande disponibilità ad accogliere le richieste dirette ad approfondire la conoscenza dell’attualità.
“Oggi stiamo vivendo un caos senza regole, con molti pericoli, molti imprevisti. Non so più che tipo di politica estera c'è in Italia, perché di solito quando c'è un conflitto ci sono dei mediatori, ma oggi i mediatori sembra non ci siano”.
A proposito di mediatori, è stato fatto riferimento alla neutralità dell’Oman, paese noto per il ruolo di mediatore nell'area del Golfo. La capitale, Mascate, non somiglia alle capitali che alterano la mediazione trasformandola in un investimento politico, ma svolge con impegno la propria funzione strategica per ridurre le tensioni nell'area del Golfo.
La capitale dell’Oman dimostra di essere una rara eccezione, ed emerge con la sua tranquillità, pur disponibile a dare il proprio contributo nel cuore delle questioni più complesse, proponendosi come piattaforma di mediazione regionale e internazionale. Nel contesto arabo relativo al Golfo, la posizione geografica dell’Oman, ai margini dello stretto di Hormuz, vicino alla Repubblica Islamica dell’Iran, gli ha consentito di ricoprire il ruolo di ponte tra sponde opposte. Oggi non è parte delle linee di conflitto, ma pur trovandosi ai loro margini, “viene colpito con centinaia di missili al giorno”.
Si è parlato anche dell’Italia che rompe con la Russia: “Incredibile interrompere l'acquisto del gas russo per comprarlo dall'Azerbaijan e dall'Algeria, pagandolo il doppio del prezzo di quello che l’Italia pagava alla Russia”.
Talal Khrais ha concluso poi parlando del Libano che è uno dei Paesi coinvolti nel conflitto e che rappresenta un punto fondamentale nelle relazioni per la stabilità regionale, non solo per la sua posizione geografica, ma anche per il suo ruolo storico di ponte culturale e politico tra Oriente e Occidente.
L'Unione Europea ha espresso la sua preoccupazione per la continua offensiva israeliana in Libano, avvertendo delle gravi conseguenze umanitarie e del rischio di un conflitto prolungato. È stato chiesto a Israele di porre fine alle sue operazioni, sottolineando che la situazione umanitaria è catastrofica, con oltre un milione di sfollati, pari a circa un quarto della popolazione libanese. I civili stanno pagando il prezzo più alto, in particolare in termini di vite umane.
L’elezione del Presidente Joseph Aoun costituisce un passo positivo, ma il Libano affronta una sfida economica senza precedenti. Il collasso finanziario, “il deterioramento dei servizi essenziali e il danneggiamento delle infrastrutture richiedono un approccio internazionale unito, in particolare nei dossier della ricostruzione e del rilancio dell’economia produttiva. Sostenere economicamente il Libano non è soltanto un atto di solidarietà, ma un investimento diretto nella stabilità e nella sicurezza del Mediterraneo orientale, oltre a rappresentare un pilastro fondamentale per consentire allo Stato di attuare le proprie riforme”.




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