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In Libano, in un solo istante, si riduce in polvere nera

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Talal Khrais

 


In un istante un enorme palazzo si trasforma in polvere nera costringendo decine di famiglie ad abbandonare le proprie case.

 

Nel Libano meridionale, nella periferia sud di Beirut, nella valle della Bekaa e in molte altre regioni libanesi, Israele fa saltare ogni giorno decine di edifici.

 

Il numero di sfollati senza tetto ha raggiunto 1,1 milioni, la maggior parte dei quali donne e bambini e vecchi non hanno nessuna colpa perché questa guerra non è stata decisa da loro è guerra per procura.

 

Non voglio addentrarmi in questioni politiche; voglio semplicemente descrivere una situazione umanitaria drammatica che tocca le coscienze di ognuno di noi.

 

In un solo istante, un edificio imponente viene ridotto in macerie, meglio dire in polvere nera.

 

Un istante che racchiude anni di lavoro instancabile, la pianificazione, la preparazione e la costruzione: anni che hanno consumato menti, energie, risorse e tempo per dare vita a questo edificio.

È il sogno di avere una casa.

Ma la perdita non si misura solo in pietre.

 

In quello stesso istante, gli abitanti perdono i loro ricordi, i dettagli delle loro vite, i loro averi e tutto ciò che hanno accumulato nel tempo... cose perse in un solo istante.

È vero che gli edifici non valgono più delle vite umane, ma anche le vite, quando vengono distrutte, quando vengono colpite senza una ragione chiara o comprensibile, vengono frantumate proprio come l'edificio che vediamo crollare, sollevando una densa nuvola di polvere, al di là della nostra capacità di proteggerlo.


Questo è il destino di centinaia, persino migliaia, di edifici che hanno lasciato decine di migliaia di cittadini senza casa e senza memoria.

 

Una memoria che cerca sé stessa tra le macerie... trovando solo altre macerie.

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