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Insicurezza alimentare per 250 milioni di persone nel mondo

4 giu 2023
Tempo di lettura: 2 min

Hussein Ghamlouche (Assadakah News Agency) - Mentre le superpotenze spendono miliardi per la corsa al riarmo, in tutto il mondo 250 milioni di persone soffrono di grave insicurezza alimentare e sono costrette a fare affidamento su programmi di aiuti internazionali per sopravvivere. Questa è la preoccupante conclusione di un rapporto sostenuto dall'ONU e dall'UE che allerta su una crisi che interessa tantissimi Paesi e che negli anni non ha fatto che peggiorare. La Somalia muore di fame e si prospetta la più grave carestia di tutti i tempi. Questa situazione drammatica è il risultato di diverse cause: le tensioni interne, le guerre e la crisi climatica. Tra le cause c'è anche la situazione geopolitica. La guerra in Ucraina non ha fatto che peggiorare la situazione perché ha avuto un impatto significativo sui sistemi alimentari globali nel 2022. L'accordo sull'esportazione di grano, firmato grazie alla mediazione delle Nazioni Unite, ha risolto solo in parte il problema, e l'invasione ha avuto un pesante impatto sulle forniture mondiali. Anche in Afghanistan la situazione sta peggiorando. Malnutrizione acuta e fame per metà del Paese. Ci sono inoltre 100 milioni di rifugiati in tutto il mondo. Nel 2022, infatti, il totale di coloro che hanno dovuto abbandonare i propri Paesi a causa di violenze, guerre, violazioni dei diritti umani, fame o persecuzioni, e che vengono perciò considerati rifugiati, ha raggiunto il triste record di 100 milioni di individui. Su questa contingenza drammatica ha parlato, recentemente, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres che, a New York, ha accennato anche alla situazione in Sudan, sempre più tragica. Il politico e diplomatico portoghese ha sottolineando come i governi non stiamo rispettando gli impegni assunti in materia di protezione delle popolazioni civili nel mondo. "Sono passate meno di sei settimane dall'inizio del conflitto armato in Sudan - ha dichiarato Guterres - e nel corso di questo periodo di tempo, centinaia di civili sono stati uccisi, compresi alcuni membri del personale delle Nazioni Unite. 250 mila persone sono state costrette a lasciare il Paese. Diversi ospedali sono stati occupati e attaccati. Il prezzo delle merci, in alcune regioni, è quadruplicato. I depositi che raccolgono gli aiuti umanitari sono stati saccheggiati a più riprese". Un tragico quadro che è stato delineato dal segretario generale delle Nazioni Unite in un discorso pronunciato a New York il 23 maggio, nel corso del quale António Guterres ha ricordato le cifre drammatiche legate al numero di rifugiati presenti nel mondo. Occorre lavorare su due fronti: il primo, quello di attivate campagne di solidarietà; il secondo, promuovere un ampio battage pubblicitario di opinione pubblica contro la guerra e contro le spese militari. (Hussein Ghamlouche - Ambasciatore Internazionale per la pace e di buona volontà)

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