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Iran: Un ricco dibattito presso l' Università La Sapienza

  • 27 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 27 feb



Maddalena Celano (Assadakah News)


Roma, 26 febbraio 2026

Oggi, camminando lungo Viale Regina Margherita verso la Sapienza, sentivo l'urgenza di una battaglia che non è solo accademica, ma profondamente civile. Sono stata invitata dal Professor Stefano Scarcella Prandstraller — docente di Sociologia dei Fenomeni Politici (SPS/11) — per rompere il silenzio complice che circonda l'aggressione economica ai popoli indipendenti.

L’Aula Blu 1 era gremita di giovani: una visione che riempie il cuore e conferma che le nuove generazioni sono pronte a lottare per un mondo multipolare. Il dibattito è stato un campo di battaglia di idee, dove la difesa della sovranità nazionale dell'Iran è emersa come l'unica via per resistere al ricatto dell'unipolarismo liberista. Gli studenti hanno incalzato noi relatori con domande cariche di sete di giustizia, rendendo l'atmosfera elettrica. Non stiamo solo studiando la storia; stiamo partecipando alla costruzione di un fronte di resistenza culturale.



Di seguito, il resoconto integrale e appassionato di questo scontro frontale contro le narrazioni mainstream.


Oggi, 26 febbraio 2026, l’Aula Blu 1 dell’Università La Sapienza ha ospitato un confronto di alto profilo sulla sostenibilità sociale in Iran. Sotto la mediazione del Prof. Stefano Scarcella Prandstraller, i relatori hanno delineato un quadro complesso che intreccia storia, diritto internazionale e geopolitica, rimarcando il diritto inalienabile di ogni popolo alla propria autodeterminazione.


Il Focus di Maddalena Celano: Le Sanzioni come Violazione Sistematica dei Diritti Umani


L'intervento di apertura, curato da me, La sottoscritta Maddalena Celano, ha offerto una prospettiva critica e supportata da evidenze empiriche sull'impatto devastante delle sanzioni economiche, intese come armi di distruzione di massa non convenzionali. Partendo dall'analisi storica della transizione dall'epoca dello Scià alla Repubblica Islamica, ho denunciato come l'embargo sia uno strumento imperialista che non colpisca i vertici politici, ma la popolazione civile più vulnerabile, nel tentativo criminale di minare la sovranità nazionale.

Io, Maddalena Celano, ho presentato dati allarmanti su come queste misure coercitive unilaterali configurino una vera e propria violazione dei diritti umani, ostacolando il diritto allo sviluppo e alla salute:

* L'infanzia tradita: Le sanzioni colpiscono direttamente i bambini attraverso l'insicurezza alimentare e la carenza di presidi medici. La malnutrizione e la mancanza di farmaci salvavita stanno programmando un'infelicità infantile che ha riscontri neurologici permanenti; le neuroscienze dimostrano che crescere in contesti di privazione materiale produce danni cronici allo sviluppo. È un attacco biologico al futuro di una nazione sovrana.

* Le donne e la femminizzazione della povertà: Le sanzioni esacerbano la precarietà economica delle donne, cercando di spezzare il tessuto sociale che sostiene la resistenza del Paese.

* Anziani e disabili: Queste categorie subiscono l'eclissi dei servizi di assistenza, rendendo la loro dignità una "commodity" sacrificata sull'altare della pressione geopolitica occidentale.

Queste misure sono operazioni di "ingegneria biopolitica" che mirano a destabilizzare lo Stato dall'interno, colpendo la carne viva del popolo.



L'Approfondimento di Pacini: Eccellenza accademica e sovranità dello sviluppo umano


Il Prof. Lorenzo Maria Pacini ha arricchito il dibattito analizzando lo sviluppo sociale, umano ed educativo dell'Iran come atto di consapevolezza culturale:

* Il primato delle lauree scientifiche: L'Iran si conferma un'eccellenza globale nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Questa non è solo accademia, è la costruzione di un'infrastruttura di autosufficienza tecnologica necessaria per la difesa della sovranità nazionale contro il ricatto esterno.

* Diritto allo studio e leadership femminile: Nonostante l'assedio economico, il sistema universitario garantisce un accesso capillare. È stato citato il dato per cui, nelle arti visive, oltre l'80% delle attività è guidata da donne, prova di un modello di sviluppo endogeno che non accetta lezioni di "civiltà" dall'esterno.

La critica geopolitica di Chiara Cavalieri: Equilibri precari e narrazioni eterodirette


Chiara Cavalieri ha infine invitato a smascherare le visioni faziose che inquinano l'analisi geopolitica, rivendicando la necessità di un'analisi onesta sui problemi dell'Iran ma anche sulle aggressioni subite:

* Contro le narrazioni unilaterali: Cavalieri ha criticato le posizioni acritiche o sbilanciate, richiamando alla realtà dei fatti geopolitici contro i pregiudizi ideologici liberali.

* Manifestazioni ed influenze esterne: L'intervento ha affrontato la complessità delle recenti ondate di protesta (oltre 210 città), evidenziando come, pur partendo da reali disagi sociali, siano state sistematicamente eterodirette e strumentalizzate da forze esterne per accelerare il collasso dello Stato sovrano iraniano.

* Il primato della diplomazia: La Presidente del Centro Studi ha ribadito che la pace passa solo per il riconoscimento della sovranità di Teheran, rompendo la "narrazione orientalista" funzionale al dominio imperialista.

La sottoscritta Maddalena Celano auspica che questo resoconto di impegno civile serva a restituire la complessità di un Paese che, tra sanzioni criminali e attacchi alla propria indipendenza, continua a investire nella cultura e nel sapere come uniche vie per la vera libertà e sostenibilità sociale.




La sottoscritta Maddalena Celano e gli studenti. Foto scattate dal Professore Stefano Scarcella Prandstaller
La sottoscritta Maddalena Celano e gli studenti. Foto scattate dal Professore Stefano Scarcella Prandstaller


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