Iraq - Riaperta l'iconica Grande Moschea al-Nuri

Chiara Chimienti (Assadakah News) - Lo scorso primo settembre, la Grande Moschea di al-Nuri di Mosul e il suo celebre minareto inclinato al-Hadba (il gobbo) sono stati riaperti, dopo 8 anni dalla loro distruzione da parte dello Stato Islamico (ISIL).
La riapertura è stata inaugurata dal primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani, che ha detto che al-Nuri e la sua restituzione ai fedeli “rimarranno una pietra miliare nel corso del tempo, ricordando a tutti i nemici del Paese l’incredibile forza irachena”.
Il progetto di riqualificazione “Revive the Spirit of Mosul” è stato firmato dall’Iraq nel 2018, e avviato nel 2020, in collaborazione con UNESCO, Unione Europea e Emirati Arabi Uniti. Per portare a termine i lavori sono stati stanziati 50,4 milioni di dollari.
La distruzione di al-Nuri e al-Hadba
La guerra tra ISIL e l’esercito iracheno, scoppiata nel 2013, segnò profondamente Mosul, uno dei principali centri urbani dell’Iraq. Nel 2014 lo Stato Islamico scelse l’interno della moschea di al-Nuri per proclamare il cosiddetto “califfato” e, da allora, occupò la città fino al 2017. Il 21 giugno dello stesso anno, all’avvicinarsi delle forze irachene, evento che avrebbe posto storicamente fine agli scontri, i militanti ISIL fecero esplodere degli ordigni per abbattere il complesso religioso. L’edificio, il cui minareto è alto 45 metri, situato nel cuore della città antica da 850 anni, è oggi considerato un simbolo di resistenza.
Si stima che durante l’occupazione, fu distrutto l’80 per cento del centro storico di Mosul, ultima zona della città ad essere stata liberata dalle forze nazionali. Nel 2018 L’UNESCO ha affermato che moltissimi dei siti legati alla memoria della città erano andati persi.
Al-Sudani ha definito l'attacco a al-Hadba “un tentativo di uccidere lo spirito di Mosul e recidere il suo legame con la sua gloriosa storia".
La portata storica e culturale del complesso
Il Gobbo era già inclinato nel XIV secolo, quando il celebre viaggiatore ed esploratore marocchino Ibn Battuta vi aveva fatto visita. Il complesso medievale che sorgeva in origine attorno al minareto, composto da una Madrasa (centro culturale, scuola di diritto e religione islamica), oltre alla moschea, fu smantellato e ricostruito negli anni ‘40. Nonostante queste opere di rinnovamento, l’iconica torre fu l’unico elemento che rimase invariato dal 1172, anno della sua costruzione, fino al 2017, quando venne fatto esplodere. La portata storica e culturale del minareto si evince anche dalla sua presenza sulle banconote irachene da 10.000 dinari.
Il rappresentante speciale del Segretariato generale dell’Onu per l’Iraq e capo della UNAMI, Mohammed Al-Hassan ha detto che l’edificio “ha testimoniato la magnificenza e la tolleranza della civiltà islamica per secoli”. Al-Hassan ha espresso la sua
immensa gioia nel rivederlo operativo. Ha poi sottolineato che questo evento annuncia al mondo intero “il trionfo della volontà di dare voce alla vita piuttosto che alla cultura della morte e la vittoria della speranza sulla disperazione”.
Dal 2010, al-Hadba è annoverato nel World Monuments Watch, che ad oggi ha lavorato alla salvaguardia di 700 siti culturali in 112 paesi.
Fonti
World Monuments Fund: https://www.wmf.org/monuments/al-hadba-e2-80-99-minaret
Fonte immagine: generata con Chatgpt




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