Iraq: riemerge l’Alessandria perduta
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Nel cuore della Mesopotamia, tra le pieghe della storia e le sabbie del tempo, riaffiora una delle città più misteriose dell’età ellenistica. Si tratta dell’antica Alessandria sul Tigri, fondata da Alessandro Magno durante la sua espansione verso Oriente.
La conferma arriva da un team internazionale coordinato dall’Università di Costanza, sotto la guida dell’archeologo Stefan Hauser. Dopo decenni di ipotesi e tentativi, oggi emerge un quadro sempre più chiaro: non si trattava di un semplice avamposto, ma di una vera città strategica, crocevia commerciale tra il mondo greco e le rotte dell’Asia.
Nota in epoca successiva come Charax Spasinou, la città prosperò per secoli grazie alla sua posizione lungo il Tigri, snodo fondamentale per i traffici tra Mediterraneo e Oriente.
Poi, come spesso accade nella storia antica, non fu una guerra a decretarne la fine, ma la natura. Tra il III e il IV secolo d.C., il fiume cambiò corso, spostandosi verso ovest. La città perse il suo accesso alle rotte commerciali e venne progressivamente abbandonata.
Un destino che ricorda quanto, nel mondo antico, la sopravvivenza delle città fosse legata a equilibri fragili e imprevedibili.
Le prime tracce della città erano emerse già nel Novecento, grazie alle intuizioni del ricercatore John Hansman, che attraverso fotografie aeree aveva individuato strutture compatibili con le descrizioni di Plinio il Vecchio.
Ma guerre e instabilità, in particolare il conflitto tra Iran e Iraq negli anni Ottanta, hanno bloccato per decenni qualsiasi approfondimento.
Solo negli ultimi anni, con condizioni di sicurezza ancora difficili, le ricerche sono riprese grazie a missioni internazionali protette e a tecnologie non invasive.
Le indagini più recenti, condotte con droni e analisi magnetometriche, hanno rivelato la struttura di una città pianificata e complessa che comprendeva un’ampia area residenziale, un porto fluviale con officine, un complesso palaziale monumentale e un sistema agricolo con canali di irrigazione. Era un’organizzazione urbana che conferma l’importanza del sito, paragonabile, per funzione, alla più celebre Alessandria d'Egitto.
La riscoperta dell’Alessandria sul Tigri non è solo un successo archeologico. È un tassello fondamentale per comprendere come l’eredità di Alessandro Magno abbia ridisegnato gli equilibri culturali ed economici tra Occidente e Oriente.
Oggi, in un Iraq che prova a recuperare il proprio patrimonio storico dopo decenni di conflitti, questa scoperta assume anche un valore simbolico, quello di riportare alla luce le radici di una civiltà che, nonostante tutto, continua a parlare.
Gli archeologi sono solo all’inizio. Nuove campagne di scavo sono già previste e potrebbero riscrivere intere pagine della storia antica.
Perché sotto quella terra, probabilmente, non c’è solo una città perduta.C’è un pezzo di mondo che credevamo scomparso.




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