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Iraq: un ricco Paese derubato

  • 16 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

Talal khrais

Premier iracheno
Premier iracheno

La più ampia campagna anticorruzione

 

L'Iraq è considerato uno dei paesi arabi più ricchi e la sua economia è paragonabile a quella dell'Arabia Saudita. È uno dei importanti produttori di petrolio, non solo, possiede risorse agricole, materie prime e a differenza di altri paesi produttori di greggio, ha una popolazione giovane e molto attiva.

La presenza di milizie armate che divorano il paese e si uniscono con i funzionari corrotti ha impoverito l'Iraq, trasformandolo in uno Stato in miseria.

Tuttavia, la volontà del popolo iracheno è combattiva, ha iniziato una rivolta contro la corruzione, guidata dal coraggioso presidente Ali Fateh al-Zaidi.

L'ultima azione nella campagna anticorruzione si è verificata ieri, quando le forze di sicurezza irachene hanno fatto irruzione nella casa dell'ex ministro del Lavoro e degli Affari Sociali, Ahmed al-Asadi, a Baghdad. Il raid si inserisce nella campagna anticorruzione in corso, che gode di un forte sostegno pubblico e di un appoggio senza precedenti da parte del presidente Donald Trump. Le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nell'abitazione di al-Asadi, situata nel complesso ministeriale del quartiere di Qadisiyah a Baghdad.

Al-Asadi è membro del Quadro di Coordinamento (che comprende maggiormente le milizie sciite filo iraniane), l'ex ministro non era presente al momento dell'irruzione.

Non è stata ancora fornita alcuna spiegazione ufficiale in merito ai motivi dell'irruzione, né all'autorità giudiziaria che ha emesso l'ordine. Le autorità irachene non hanno, inoltre, reso noto se l'operazione abbia portato al sequestro di documenti o all'avvio di altre procedure legali.

Ahmed al-Asadi ricopre una posizione di rilievo all'interno del Quadro di Coordinamento e in precedenza ha ricoperto la carica di Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali nel governo del Primo Ministro, Mohammed Shia al-Sudani, prima di lasciare l'incarico nel recente rimpasto di governo.

Questo blitz giunge in un momento in cui l'Iraq sta assistendo a una significativa intensificazione degli sforzi per combattere la corruzione finanziaria e amministrativa, a seguito dell'annuncio da parte del Consiglio Giudiziario Supremo e della Commissione Federale per l'Integrità di un pacchetto di misure, volte a perseguire gli accusati e a recuperare i fondi pubblici.

Venerdì scorso, il Consiglio Giudiziario Supremo ha reso noto un accordo con il governo per semplificare alcune procedure legali nei confronti degli accusati che restituiscono volontariamente i fondi rubati, pur continuando a perseguire i ricercati per i principali casi di corruzione.

Anche la Commissione Federale per l'Integrità ha annunciato la preparazione di bozze di memorandum d'intesa con diversi Paesi per rafforzare la cooperazione nel recupero dei fondi e nell'estradizione degli accusati residenti fuori dall'Iraq, rilevando che alcuni Paesi rimangono riluttanti a collaborare per ragioni legali o politiche.

 

Arresti e procedimenti aperti

 

Negli ultimi mesi si è assistito a una serie di arresti e indagini relative a casi di corruzione, tra cui spicca l'arresto dell'ex viceministro del Petrolio, Adnan al-Jumaili. Questo caso ha portato alla scoperta di una vasta rete di corruzione, seguita da perquisizioni che hanno portato all'arresto di decine di persone, tra cui membri del parlamento, funzionari e imprenditori.

La magistratura irachena continua a perseguire gli accusati nel caso del "Furto del Secolo", uno dei più grandi scandali di corruzione del paese, mentre proseguono gli sforzi per recuperare i fondi rubati ed estradare i ricercati dall'estero.

L'Iraq dipende dal settore petrolifero per circa il 90% delle sue entrate e, secondo stime non ufficiali, la corruzione è costata al paese centinaia di miliardi di dollari dal 2003, rendendo la lotta alla corruzione una priorità assoluta per l'attuale governo.

Nell'ambito di una campagna contro la corruzione, l'Iraq sta cercando di recuperare centinaia di miliardi di dollari di perdite.

Gli esperti stimano che il costo della corruzione in Iraq superi il trilione di dollari, di cui fino a 800 miliardi di dollari sottratti illecitamente e trasferiti all'estero.

Mentre la campagna di arresti contro i funzionari accusati di corruzione continua, gli osservatori e l’opinione pubblica si pongono una domanda che si ripete da oltre vent'anni: quanto è costata la corruzione allo Stato iracheno? Questa domanda è particolarmente attuale dopo gli arresti di parlamentari e alti funzionari con l'accusa di corruzione. Tuttavia, le perdite economiche accumulate sembrano essere il problema più rilevante, dopo anni di spreco di risorse e progetti di sviluppo bloccati in un Paese che è uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo.

Il governo iracheno, nelle sue ultime dichiarazioni, afferma di aver arrestato finora 21 funzionari, accusati di coinvolgimento in casi di corruzione finanziaria e amministrativa, mentre numerosi altri individui ricercati sono ancora latitanti, in attesa del completamento delle operazioni di sicurezza e giudiziarie.

Munir Haddad, consigliere legale del Primo Ministro iracheno, ha rivelato che la somma di denaro sottratta illegalmente in Iraq, dal 2003 supera i duemila miliardi di dollari e che le cifre relative ai furti e ai beni degli accusati "sfidano la ragione e la logica", secondo quanto riportato mercoledì dall'Agenzia di stampa irachena.

Haddad ha affermato che gli arrestati – il cui numero è in aumento – sono oggetto di indagini in corso. Ha spiegato che i principali sospettati, durante le loro confessioni, hanno fornito dettagli che hanno permesso alle autorità di sicurezza e giudiziarie di individuare altri individui ricercati che hanno tentato di fuggire dall'Iraq o di rifugiarsi nella Regione del Kurdistan iracheno, che "finora ha consegnato otto sospettati".


"Alti funzionari nella lista degli accusati"

"La lista degli accusati comprende alti funzionari corrotti, funzionari attuali, ex funzionari e membri del parlamento. I reati oggetto di indagine non si limitano alla tradizionale appropriazione indebita, ma includono anche casi di accumulo illecito di ricchezza, legalmente classificati come riciclaggio di denaro."

"Le cifre sequestrate ai sottosegretari e ai funzionari sono incredibili e incomprensibili", ha affermato, indicando l'arresto di funzionari che possedevano ciascuno più di 50 immobili registrati a proprio nome o a nome dei loro familiari. Ha aggiunto che la moglie di uno degli accusati ha acquistato un immobile del valore di 5 milioni di dollari.

Più di 28 persone sono state arrestate presso il Dipartimento dell'Elettricità di Bassora, nel sud dell'Iraq, e che l'operazione si estenderà ai dipartimenti di Nasiriyah, Amarah e nel resto dei governatorati, senza eccezioni, né limiti, non ci sarà alcun limite di tempo per il completamento dell'operazione. I processi saranno pubblici e le udienze saranno trasmesse in diretta, gli imputati condannati non potranno essere rilasciati, la libertà condizionale non è un'opzione. Qualora si verificasse, sarà richiesto il pagamento di una cauzione pari all'ammontare del denaro rubato.

Ex ministro indagato, Ahmed Al Asadi
Ex ministro indagato, Ahmed Al Asadi

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