Israele e Azerbaijan: relazioni pericolose. Armi in cambio di petrolio

NNA - Letizia Leonardi
Israele e Azebaijan, due Nazioni legate da accordi economici. Una facciata di buoni rapporti bilaterali che cela interessi belligeranti. Ci sono molti ebrei, perfettamente integrati, in territorio azero e ufficialmente sarebbe questo il motivo delle ottime relazioni tra i due Paesi ma ufficiosamente c'è dell'altro.
L'Azerbaijan ha acquistato miliardi di dollari di armi di ultima generazione da Israele e quest'ultima acquista di petrolio azero, soddisfacendo il 40% del suo fabbisogno. E queste armi l'Azerbaijan le ha usate recentemente nel conflitto contro l'Artsakh (Nagorno Karabakh) perché si sa che l'obiettivo azero e turco è quello di finire lo sterminio degli armeni ed è davvero una vergogna che, un popolo che ha subito l'Olocausto, consenta all'Azerbaijan di completare il genocidio armeno del 1915 in cambio di un po' di petrolio. Ma c'è dell'altro. A Israele interessa anche poter avere a disposizione gli aeroporti azeri nell'eventualità che debba compiere un attacco contro l'Iran, che sta diventando pericoloso a livello di armi nucleari. E molti si chiedono anche come faccia Israele ad essere amico di un Paese musulmano quando c'è stato per anni e anni un conflitto arabo-israeliano interminabile e che solo recentemente è andato affievolendosi. E poiché negli Stati Uniti c'è una folta comunità ebrea, l'Azerbaijan si aspetta di massimizzare i propri interessi politici in America, grazie ai buoni rapporti con Israele.
Tuttavia, mentre Israele ha sua ambasciata a Baku già dal 1993, l'Azerbaijan non ha sede diplomatica in Israele, proprio per le sue relazioni con le nazioni arabe e musulmane, in particolare con l'Iran. Un'altra contraddizione sono i voti e i discorsi anti-israeliani dell'Azerbaijan alle Nazioni Unite e all'Organizzazione per la cooperazione islamica e le critiche al discorso dell'azero da parte di esponenti israeliani che hanno accusato duramente l'Azerbaijan calunniato lo Stato ebraico.
Shahriyar Hajiyev, terzo segretario della Missione permanente dell'Azerbaijan alle Nazioni Unite a Ginevra, ha tenuto un discorso in cui ha criticato il trattamento riservato ai palestinesi da parte dello Stato di Israele e l'illegittimità delle occupazioni territoriali palestinesi.
E tra tutte queste contraddizioni entra anche in campo la Turchia, accusata da Israele di antisemitismo, dopo che i sopravvissuti alla Shoah hanno negato agli armeni il riconoscimento del loro genocidio, proprio per compiacere il Sultano di Ankara. Eppure gli armeni non hanno smesso mai di avvertire Israele, di dire di non fidarsi della Turchia e che sarebbero stati pugnalati alle spalle quando meno lo sospettavano. In questo squallido e pericoloso gioco di convenienze reciproche israeliani ed ebrei americani hanno avuto e avranno la peggio. Oltre al petrolio, alle armi e il denaro si dovrebbe tenere conto soprattutto dell'umanità.




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