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Italia-Arabia Saudita - Portolano: “Il rischio zero non esiste”

6 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

(Assadakah News/Agenzia Nova) - Il trasferimento degli Eurofighter italiani dal Kuwait all'Arabia Saudita non costituisce una nuova missione militare, ma un cambiamento di dislocazione nell'ambito di un'operazione già autorizzata dal Parlamento. Lo ha precisato il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, spiegando che la decisione è stata presa per garantire la sicurezza del personale italiano e la continuità degli impegni internazionali in un contesto di crescente instabilità in Medio Oriente.

"Nelle operazioni militari la garanzia del rischio zero non esiste", ha osservato il generale, sottolineando che il compito dei comandanti è ridurre al minimo i pericoli senza compromettere le attività operative. Portolano ha richiamato la risoluzione parlamentare del 5 marzo scorso, che impegnava il governo a rafforzare le capacità di difesa e protezione dei contingenti italiani in Medio Oriente, anche attraverso il dispiegamento di sistemi antiaerei, antimissile e di sorveglianza a sostegno dei Paesi partner del Golfo e per la tutela delle infrastrutture strategiche. L'impegno è stato successivamente confermato dal Parlamento il 28 luglio, nell'ambito della proroga delle missioni internazionali.

Alla domanda se il trasferimento degli assetti costituisca una nuova missione, il generale ha risposto: "No di certo". Si tratta, ha spiegato, di un trasferimento "all'interno di un'operazione già esistente, nata prima degli eventi bellici" che hanno coinvolto Iran e Stati Uniti. Il termine "missione", utilizzato sul sito della Difesa per descrivere le attività della Task Force Air in Arabia Saudita, ha dunque un significato tecnico-militare e non implica una nuova autorizzazione parlamentare.

La scelta della base saudita di Taif, ha proseguito Portolano, è stata effettuata sulla base delle valutazioni dell'intelligence e delle condizioni logistiche e operative disponibili. La struttura, situata nell'Arabia Saudita occidentale, dispone di bunker per la protezione del personale e di un sistema di difesa antiaerea articolato su più livelli. Inoltre, al momento del trasferimento, non era stata oggetto di precedenti attacchi iraniani o di gruppi armati alleati di Teheran. Il trasferimento si era reso necessario dopo i ripetuti bombardamenti contro la base di Ali Al Salem, in Kuwait, dove un velivolo a pilotaggio remoto MQ-9 dell'Aeronautica militare era stato distrutto senza provocare vittime tra il personale italiano. Il capo di Stato maggiore è tornato anche sul danneggiamento di un Eurofighter italiano a Taif, colpito da un drone durante gli attacchi condotti a settembre dal movimento sciita filo-iraniano Ansar Allah, meglio noto come Houthi, contro obiettivi in Arabia Saudita. "Gli assetti nazionali schierati in Arabia Saudita non hanno mai costituito obiettivo diretto di azioni ostili", ha precisato Portolano, spiegando tuttavia che non è possibile escludere il rischio

di essere colpiti involontariamente. Il generale ha ricordato che, anche in questo caso, erano state adottate misure precauzionali, tra cui il ricovero del personale nei bunker e la dispersione dei velivoli. "Il difficile compito di un comandante è quello di minimizzare i rischi, portando comunque a termine la missione", ha affermato Portolano, aggiungendo che "ogni comandante ha come priorità assoluta riportare a casa in sicurezza tutte le donne e gli uomini che gli sono affidati".

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