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Italia-Marocco intesa tra imprese a Prato, Rabat come porta d'accesso all'Africa

6 ore fa
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Assadakah News

Il Marocco rappresenta un mercato di interesse per le imprese italiane grazie alla sua posizione geografica, alle infrastrutture logistiche e agli accordi commerciali che collegano il Regno a diversi mercati internazionali. La strategia di sviluppo industriale marocchina, che comprende investimenti nei trasporti, nelle energie rinnovabili e nella produzione automobilistica, offre spazi di collaborazione per le aziende italiane specializzate in tecnologie, attrezzature industriali e servizi. L'intesa di Prato intende contribuire a superare una cooperazione limitata alla compravendita di merci, creando strumenti permanenti di raccordo tra i sistemi imprenditoriali. Per le piccole e medie imprese italiane, l'accesso a un mercato estero può richiedere competenze specifiche, conoscenza delle normative, individuazione di distributori e partner affidabili e capacità di adattare l'offerta alle esigenze locali.

Il Marocco si conferma un mercato in espansione per le imprese italiane, con scambi commerciali bilaterali che nel 2025 hanno sfiorato i cinque miliardi di euro e un aumento delle esportazioni italiane superiore all'8 per cento.

È il quadro tracciato dall'ambasciatore d'Italia a Rabat, Pasquale Salzano, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell'Agenzia Ice, organizzate a Casablanca. "Il Marocco è un partner economico sempre più importante per l'Italia", ha dichiarato il diplomatico, sottolineando come i risultati raggiunti incoraggino a rafforzare la collaborazione tra i due Paesi, dall'industria alle infrastrutture, dall'energia alle nuove tecnologie. L'obiettivo, ha spiegato Salzano, non è soltanto aumentare le vendite di prodotti italiani, ma consolidare una presenza industriale stabile nel Regno, attraverso nuovi investimenti e collaborazioni produttive di lungo periodo.

Ambasciatore Salzano
Ambasciatore Salzano

Rafforzare i legami economici tra Italia e Marocco e trasformare la cooperazione bilaterale in opportunità concrete per le piccole e medie imprese, con uno sguardo ai mercati africani. È questo l'obiettivo del protocollo d'intesa firmato a Prato, in Toscana, dall'organizzazione datoriale Cna Toscana centro e dalla Camera di commercio marocchina in Italia (Ccmi). L'accordo punta a consolidare gli scambi commerciali e istituzionali tra i due Paesi, favorendo l'internazionalizzazione delle imprese italiane, in particolare quelle delle aree di Prato e Pistoia. Tra gli strumenti previsti figurano missioni commerciali e istituzionali, partecipazione a fiere ed eventi settoriali, incontri permanenti tra imprese (B2B) e tra aziende e istituzioni (B2G), iniziative per individuare partner industriali e promuovere la creazione di joint venture. Il presidente della Ccmi, Marouan El Mansoub, ha sottolineato che "la Camera metterà a disposizione delle imprese italiane servizi di profilazione aziendale, orientamento nella ricerca di partner e assistenza per lo sviluppo commerciale sul mercato marocchino". Il presidente di Cna Toscana centro, Emiliano Melani, ha definito l'intesa "un passo significativo per accompagnare le piccole e medie imprese nei percorsi di internazionalizzazione", indicando nel Marocco "una piattaforma logistica, commerciale e produttiva tra Europa e Africa". In questo quadro, il ruolo della Ccmi è quello di agevolare il contatto con gli operatori marocchini e accompagnare le aziende nella ricerca di interlocutori commerciali e industriali. Gli incontri B2B e B2G e le missioni settoriali possono contribuire a ridurre le difficoltà di ingresso nel mercato, mentre le joint venture potrebbero favorire forme di collaborazione più strutturate, con ricadute potenziali su produzione, trasferimento di competenze e sviluppo di nuove attività. La nuova intesa si aggiunge infine a una serie di iniziative volte a rafforzare la cooperazione economica tra Italia e Marocco.

Il 4 settembre scorso, la Ccmi e il gruppo bancario cooperativo italiano Iccrea Banca avevano sottoscritto a Roma un accordo per sostenere gli scambi bilaterali e accompagnare l'internazionalizzazione delle imprese, comprese quelle marocchine interessate a sviluppare attività in Italia. Il protocollo si inserisce in una relazione economica bilaterale caratterizzata dalla complementarità delle rispettive strutture produttive. Secondo i dati dell'Ufficio dei cambi marocchino, nel 2025 l'interscambio commerciale tra Italia e Marocco ha raggiunto 4,75 miliardi di euro, con un aumento dell'export italiano dell'8,1 per cento, a quasi tre miliardi di euro. Tra i principali prodotti esportati dall'Italia figurano macchinari, prodotti della raffinazione petrolifera, tessuti e tecnologie per l'agricoltura. Le importazioni italiane dal Regno comprendono invece autoveicoli, componenti per l'industria automobilistica, prodotti della filiera ittica e articoli di abbigliamento.  In questo quadro, il Marocco rappresenta un interlocutore strategico per la proiezione economica italiana nel Mediterraneo e in Africa. La vicinanza geografica, lo sviluppo delle infrastrutture e la crescente integrazione del Paese nelle catene produttive internazionali offrono opportunità non soltanto per l'esportazione di beni, ma anche per gli investimenti industriali e il trasferimento di tecnologie. "La sfida non è soltanto esportare di più, bensì rafforzare la presenza delle imprese italiane in Marocco, favorire nuovi investimenti e costruire collaborazioni industriali durature, capaci di creare valore per entrambi i Paesi", ha ribadito l'Ambasciatore.

Presidente dell'Ice, Matteo Zoppas,
Presidente dell'Ice, Matteo Zoppas,

Salzano ha infine ringraziato il Presidente dell'Ice, Matteo Zoppas, il direttore dell'ufficio in Marocco, Luigi D'Aprea, e il personale dell'Agenzia per il sostegno alle aziende italiane, sottolineando il ruolo della diplomazia economica nel trasformare le opportunità commerciali in progetti concreti.

Il centenario diventa così anche un'occasione per rilanciare i rapporti economici tra Roma e Rabat, puntando a un'integrazione produttiva che vada oltre il tradizionale. La ricorrenza segna un secolo di attività dell'Ice, istituita nel 1926 con il nome di Istituto nazionale per le esportazioni per sostenere la presenza delle imprese italiane sui mercati esteri. Da allora, il commercio internazionale ha assunto un peso crescente nell'economia nazionale. Secondo i dati ricordati dal presidente dell'Agenzia Ice, Matteo Zoppas, nel 1926 le esportazioni rappresentavano il 12 per cento del prodotto interno lordo italiano, una quota salita oggi al 32 per cento. Il valore complessivo delle esportazioni ha raggiunto circa 650 miliardi di euro, mentre il traguardo indicato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e' arrivare a 700 miliardi entro il 2027. "Una sfida che coinvolge tutto il Sistema Italia e che si fonda sulla forza delle nostre imprese, sulla loro capacità di innovare e competere sui mercati internazionali", ha osservato Salzano.

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