L'appello del Papa: pace in Ucraina

Città del Vaticano National News Agency NNA - Talal Khrais e Letizia Leonardi
In occasione della celebrazione della giornata di preghiera, voluta dal Santo Padre, per la pericolosa situazione nell'Europa dell'est, al centro dell'attenzione c'è l’Ucraina. Un Paese coinvolto in una crisi internazionale in cui si agita lo spettro di un pericoloso conflitto che potrebbe sfociare in una terza guerra mondiale. “Seguo con preoccupazione l’aumento delle tensioni che minacciano di infliggere un nuovo colpo alla pace in Ucraina e mettono in discussione la sicurezza nel continente europeo, con ripercussioni ancora più vaste”. Con queste parole Papa Francesco, al termine dell’Angelus ha indetto una speciale giornata di preghiera per la pace, come fatto anche negli scorsi anni per le difficili situazioni in Siria, Congo, Sud Sudan e Libano. “Faccio un accorato appello - sono state le parole del Pontefice - a tutte le persone di buona volontà perché elevino preghiere a Dio onnipotente, affinché ogni azione e iniziativa politica sia al servizio della fratellanza umana, più che di interessi di parte. Chi persegue i propri scopi a danno degli altri, disprezza la propria vocazione di uomo. ,Tutti, infatti siamo stati creati fratelli”.
Questo significativo e accorato appello è stato condiviso e accolto dalla Chiesa in Italia e nel mondo, dove si svolgono diverse iniziative di riflessione e preghiera, ma soprattutto parole, quelle di Papa Francesco che hanno confortato tutti i fedeli ucraini nel mondo, tra cui quelli italiani, come spiega padre Teodosio Roman Hren Osbm, vicario generale dell’esarcato apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Nel frattempo prosegue il muro contro muro tra i Paesi della Nato e la Russia. Il ministero degli Esteri russo ha respinto le accuse del Regno Unito secondo cui la Russia sta cercando di sostituire l’attuale governo ucraino con un'amministrazione filo-Mosca e che l'ex deputato Yevheniy Murayev è considerato un potenziale candidato alla presidenza. Ipotesi definite assurde da altri ambienti governativi russi. Allo stesso tempo il direttore generale del Consiglio russo per gli Affari esteri, Andrej Kortunov, esclude un’incursione delle truppe di Mosca in territorio ucraino. Un braccio di ferro che rischia di avere pesanti ripercussioni tra le potenze mondiali e i già precari equilibri. Il presidente americano Joe Biden ha minacciato pesanti conseguenze nel caso in cui la Russia dovesse invadere l'Ucraina, tra queste il divieto di export di materiale high-tech. La risposta del Cremlino non si è fatta attendere e, sebbene auspichi una soluzione diplomatica, non intende cedere alle intimidazioni e provocazioni americane.

Mosca non ha infatti gradito l’avvicinamento dell’Alleanza Atlantica verso i propri confini e il crescente sostegno politico e militare da parte degli Stati Uniti e dei partner europei nei confronti di Kiev. Non a caso la Russia ha sospeso la sua missione di rappresentanza presso la NATO, ultimo canale di dialogo rimasto in piedi dopo la sospensione della cooperazione nel 2014 in seguito all’annessione della Crimea. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno inviato in Ucraina armi e mezzi.
Cresce dunque, di giorno in giorno, la tensione e si intensificano gli sforzi diplomatici per arrivare a una soluzione pacifica.




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