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La mia Beirut: città dai mille volti

11 nov 2021
Tempo di lettura: 3 min



NNA - Talal Khrais - Beirut Di solito parto per Beirut per vedere mio figlio Ribal, o per recarmi all'aeroporto della Capitale del Paese dei Cedri per volare verso altri Paesi, come per esempio per andare nella mia amata Armenia. Questa volta ho deciso di partire, destinazione Libano, per consegnare farmaci raccolti da amici molto cari di Manziana e Oriolo . Ho portato anche dei dolci per i figli dei colleghi, restituendo così il sorriso ai bambini che stanno vivendo un momento drammatico a causa della crisi economica e finanziaria. Colgo questa occasione per raccontare un po' il Libano e la capitale Beirut. Un articolo che dedico ai miei amici che hanno raccolto questi aiuti necessari. A Loretta e la sua famiglia, a Massimo, Simonetta, Antonio, Wanda e altre persone che non conosco e che sono tutte straordinarie. Al ritorno vorrei ringraziarle di persona a nome dell'infanzia libanese e a nome di chi aveva urgenza di ricevere farmaci. Nell'antichità il Libano fu la culla della civiltà dei Fenici, i cui centri propulsori furono prima Sidone e poi Tyro. Gli italiani parlano spesso dei cedri del Libano e vorrei aggiungere qualche altra cosa. I Cedri di Dio sono gli ultimi resti dell'immensa foresta di cedri del Libano che una volta ricopriva il monte Libano. Gli alberi presenti nella foresta vennero sfruttati da assiri, babilonesi e persiani, fino ai fenici. Il legno era particolarmente ricercato tra gli egizi per la costruzione delle navi. Il Libano, è un Paese dai mille volti: ha tante attrazioni turistiche ed è l'unico Paese che, nella storia, ha tenuto il suo nome Lib Nin. La traduzione di questo antico nome è “Paese del latte”, bianco come la neve che ricopriva le montagne e che in primavera, sciogliendosi, fertilizzava le vallate. La capitale Beirut è una piccola città ma nel corso dei secoli ha saputo raccontare al meglio l’epopea libanese, diventando ben presto centro culturale del Paese con tutto ciò che da esso ne consegue. Ci sono i luoghi Sacri a testimonianza e rappresentanza di tutte le religioni. La storia millenaria di Beirut si può ammirare attraverso i resti risalenti addirittura ad oltre 5000 anni fa. Tuttavia, a differenza di Tyro e Sidone, non si contraddistinse particolarmente durante il periodo fenicio, quanto più in quello ellenistico. Conquistata da Alessandro Magno, durante le lotte per la sua successione, venne rasa al solo e ricostruita con il nome di Laodicea. Dopo un breve periodo di appartenenza nel Regno d’Armenia, che la prese nel 83 a.C., la città passò sotto il controllo romano, iniziando ad acquisire la fama che tutt’oggi la rende celebre nel mondo. Pompeo, ripristinò l’antico nome Berytus e divenne ben presto la città “più romana” del Medio Oriente in quanto i terreni intorno alla città iniziarono a essere dati in premio ai veterani dell’esercito romano consentendo così una rapida assimilazione culturale, tanto che ben presto venne considerata al pari delle città italiane e quindi non soggetta a dazi imperiali. Sotto il dominio dei romani, inoltre, venne aperta una delle più celebri scuole di legge al mondo, in grado di partorire personaggi come Papiniano e Ulpiano. Come tutte le città libanesi, nel VI secolo subì un terremoto d’incredibile portata che la distrusse quasi del tutto, rendendola facilissima conquista per gli arabi, che vi giunsero nel 635. Malgrado la sua storia antichissima Beirut è una città modernissima, grattacieli di vetro, negozi elegantissimi e migliori ristoranti in Medio Oriente.

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