La primavera a Teheran è bellissima
- 12 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Paola Angelini - Assadakah News

Cerchiamo ancora un senso a ciò che stiamo vivendo, mentre crescono le tensioni tra Stati Uniti, Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran stretta tra un regime e una guerra.
La Repubblica Islamica dell’Iran è stata attaccata il 28 febbraio 2026, il conflitto è iniziato senza mandato dell’ONU e senza basi giuridiche riconosciute dal diritto internazionale. Sono state bombardate università, centrali elettriche, ponti, ospedali, e uccisi civili innocenti.
Guardare i notiziari significa incontrare i luoghi dei bombardamenti, le zone della devastazione, dell’ennesima strage, e percepire che non c’è chi sta lavorando per la pace e l’ordine.
La Repubblica Islamica dell’Iran risponde e si genera una forte escalation nel Golfo. Gli Emirati si aspettano attacchi da Israele e Stati Uniti contro Teheran, e Teheran risponde all'azione delle forze USA.
Nel frattempo il blocco dello Stretto di Hormuz comporta che l’effetto chiusura metta in crisi il mercato globale dell’energia. Contestualmente, il dispiegamento di navi statunitensi e quello della “flotta zanzara” iraniana determinano un costo economico elevatissimo per entrambi i Paesi. Ma la minaccia più insidiosa nello Stretto sono le mine subacquee.
La guerra in atto sta avendo effetti a catena in tutto il mondo, le ostilità stravolgono gli equilibri e le alleanze fra i paesi. Allora perché non favorire una cooperazione internazionale che possa tradursi in opportunità reali, capaci di cambiare il futuro?
La Repubblica Islamica dell’Iran ha una posizione strategica tra Oriente e Occidente, possiede risorse naturali di gas e petrolio, e nel contesto mondiale è il secondo produttore petrolifero OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio).
È doveroso ricordare, ancora, il negoziato senza precedenti in termini di lunghezza temporale, che nel luglio 2015 l’amministrazione del Presidente Barack Obama firmava, approvando così l’accordo sul nucleare iraniano, (intesa dei Paesi del 5+1, cioè Stati Uniti, Federazione Russa, Cina, Gran Bretagna, Francia, Germania). Quell’accordo avrebbe offerto la possibilità di andare verso una nuova direzione.
Ma dopo Barack Obama molte cose sono cambiate, e certamente nessuno poteva immaginare il ritiro dall’accordo dell’attuale Presidente americano, e il ripristino di pesanti sanzioni economiche alla Repubblica Islamica dell’Iran.
Si tratta di politiche delle grandi potenze?




Commenti