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La Via dell'incenso ha ispirato una mostra che unisce l'Italia al Sultanato dell'Oman

14 dic 2021
Tempo di lettura: 1 min



NNA - Letizia Leonardi

Un'interessante mostra che unisce l'Italia al Sultanato dell'Oman. Si è inaugurata in questi giorni "Uncensum", un'iniziativa organizzata a Mascate dall'Ambasciata d'Italia e dal Museo Nazionale dell'Oman e curata dall'Associazione italiana per fumum di Torino. Erano presenti l'Ambasciatrice italiana, Federica Favi e il principe omanita Kamil Al Said. La mostra, che sancisce i legami storici tra i due Paesi, è stata allestita in occasione della Settimana della cucina italiana, per evidenziare l'unione tra il piacere dei sensi prodotto dall'incenso e i profumi della gastronomia italiana.

L'incenso, una sostanza vegetale dalla particolare fragranza, in epoca romana era considerata preziosa come l'oro. L'incensum, questo è il suo nome latino, fin dall'antichità ha avuto diversi usi: sia come offerta sacrificale, in quanto si credeva unisse il mondo terreno con quello sacro dell'aldilà, sia come fragranza apprezzata dalla corte imperiale e dall'aristocrazia. Con il passare degli anni l'incenso è diventato anche un simbolo del cristianesimo, usato nelle varie funzioni religiose. Il tema di questa mostra è anche in tema con Expo 2020 e il padiglione allestito dall'Oman, con il suo albero di incenso. La mostra "Incensum", nella quale sono esposti reperti e preziosi oggetti italiani legati all'incenso e provenienti da musei e collezioni private, resterà aperta al Museo Nazionale fino al 6 marzo 2022.

Ad ispirare la mostra è stata comunque la nota e antica Via dell'incenso, considerata patrimonio dell'Unesco. Si tratta di un percorso di mille chilometri attraverso deserti, mari e montagne. Era la strada che, per molti secoli, era battuta da moltissimi commercianti per acquistare e vendere la preziosa resina dell'Oman. Lungo questo percorso dall'Arabia Felix a Roma molte culture e religioni sono entrate in contatto.


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