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La visita del Papa in Algeria

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Talal khrais

L'Associazione Italo Araba Assadakah esprime soddisfazione per la visita del Santo Padre in Africa, in particolare per l'Algeria Paese amico.

Il viaggio inizierà lunedì 13 aprile e si concluderà giovedì 23 aprile. 

Papa Leone XIV si recherà in Africa portando la speranza di Cristo e la sua vicinanza a chi vive nelle periferie, lo ricorda il Cardinale segretario di Stato vaticano, in vista di questo futuro viaggio apostolico. 

I Paesi coinvolti saranno l’Algeria, il Camerun, l’Angola, la Guinea Equatoriale, e l’obiettivo sarà portare la presenza della Chiesa nelle "periferie esistenziali" dove la sofferenza umana è più acuta.

Durante la prima tappa del viaggio, il Papa sarà ad Annaba, l’antica Ippona, “non un gesto puramente commemorativo - sottolinea il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin - ma un atto di profonda coerenza identitaria, soprattutto spirituale.

Nei quattro Paesi fervono gli ultimi preparativi, mentre c’è grande attesa per le parole che il Papa vorrà condividere. Il Direttore della Sala Stampa Vaticana, Matteo Bruni ha evidenziato, per presentare il terzo viaggio apostolico nell’incontro con i giornalisti e la missione giornalistica di Assadakah, che gli incontri del Papa verteranno sui temi della pace, del dialogo, della cura del creato, delle migrazioni e della famiglia.

Il Cardinale Parolin auspica che i cattolici siano costruttori di giustizia, pace e solidarietà, rispetto alle logiche predatorie che spesso segnano il continente africano favorendo povertà, corruzione e violenza.

Leone XIV in Africa, pellegrino nel grande continente tra "popoli e mondi diversi"

Il filo conduttore di questo Viaggio Apostolico sta nella scelta del Santo Padre di portare la presenza della Chiesa là dove la sofferenza umana è più acuta. Quattro Paesi diversi per storia, contesto sociale e sfide politiche, ma accomunati da una realtà di fondo segnata da luci e ombre: comunità cattoliche vitali e radicate, ma anche povertà, fragilità, disuguaglianze e tensioni irrisolte.

L’Algeria sarà il primo Paese e nella città di Algeri visiterà la Grande Moschea, ad Annaba, l’antica Ippona celebrerà la Santa Messa.

Come figlio spirituale di Sant’Agostino, e primo Papa appartenente all’Ordine agostiniano, recarsi ad Annaba non è un gesto puramente commemorativo, ma un atto di profonda coerenza identitaria, soprattutto spirituale. Papa Leone conosce questa terra, l’ha visitata più volte come Priore Generale dell’Ordine.

Sant’Agostino rappresenta, in questo contesto, un elemento di dialogo perché costituisce un punto di incontro naturale tra la tradizione cristiana e il mondo islamico. La visita alla Grande Moschea di Algeri si inscrive pienamente in questa prospettiva, come naturale continuità del cammino di dialogo interreligioso, già avviato in Turchia e in Libano, un dialogo che il Santo Padre intende proseguire con pazienza e determinazione.

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