Leadership femminile nel mondo arabo: capace di costruire il futuro?
✍🏻 Wael Al-Mawla – Scrittore e giornalista

Il progresso delle nazioni non si misura soltanto in base alle ricchezze di cui dispongono, né alle città e alle istituzioni che costruiscono, ma soprattutto dalla capacità di valorizzare il potenziale umano e offrire a ogni persona l’opportunità di contribuire alla costruzione del proprio futuro. In questa prospettiva, la partecipazione delle donne arabe ai più alti livelli di leadership rappresenta una questione che merita una riflessione approfondita, non soltanto sul piano dei diritti, ma anche in relazione alla costruzione dello Stato e allo sviluppo della società.
Perché le donne continuano a essere assenti, o comunque poco rappresentate, ai vertici del potere nel mondo arabo? Perché la loro elezione alla presidenza di uno Stato o la loro nomina alla guida di un governo costituiscono ancora eventi eccezionali, quando dovrebbero rappresentare una possibilità naturale, determinata esclusivamente dalle competenze, dal merito e dalle capacità di leadership?
La vera questione non è se una donna sia in grado di governare un Paese, ma perché questa consapevolezza non si sia ancora tradotta in una realtà politica consolidata nella maggior parte delle società arabe. Le donne che eccellono nelle università e si affermano nei settori della medicina, dell’economia, dell’informazione, della magistratura e della gestione delle istituzioni non perdono certo le proprie capacità quando entrano nell’arena politica. Eppure, in molti casi, il percorso verso i centri decisionali rimane ostacolato da barriere culturali e sociali, oltre che da meccanismi politici che ne limitano le opportunità di accesso.
Promuovere la leadership femminile non è una concessione della società, né una rinuncia alle proprie tradizioni, ma un investimento nelle sue capacità e nel suo futuro. Quanto più ampia è la partecipazione alla gestione della cosa pubblica, tanto maggiori sono le possibilità di valorizzare competenze diverse, integrare differenti prospettive e migliorare le politiche pubbliche. Rafforzare il ruolo delle donne nell’istruzione, nel lavoro e nella vita politica contribuisce inoltre a contrastare l’emarginazione, consolidare una cultura della cittadinanza e affrontare le correnti più radicali che mirano a restringere il loro ruolo e a escluderle dalla sfera pubblica.
Ciò non significa sostenere che una donna sia più competente di un uomo per il solo fatto di essere donna. Il criterio di selezione deve essere uguale per tutti: competenza, integrità e capacità di ottenere risultati. Una società che garantisce a uomini e donne pari opportunità di accedere ai ruoli di responsabilità amplia le proprie possibilità e rafforza le prospettive di successo.
Per il mondo arabo, la sfida non consiste semplicemente nel celebrare alcune figure femminili di successo, ma nel passare dalle dichiarazioni di principio a politiche concrete, capaci di garantire alle donne qualificate l’accesso ai ministeri strategici, ai parlamenti e ai centri decisionali, fino alle più alte cariche dello Stato.
Le società arabe avranno il coraggio di trasformare la promozione della leadership femminile da slogan ripetuto a scelta storica?
Il progresso del mondo arabo non potrà dirsi compiuto finché metà del suo potenziale umano non avrà piena possibilità di contribuire alla sua guida. Il futuro non si costruisce sulla base del genere di chi esercita la leadership, ma sull’equità delle opportunità; non si tutela attraverso le restrizioni, bensì valorizzando le intelligenze e le capacità in grado di promuovere il cambiamento.




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