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Libano e Taranto, una patria sulle rive del Mediterraneo

22 ago
Tempo di lettura: 2 min

Talal Khrais - I Giochi del Mediterraneo non sono semplicemente una competizione sportiva nella quale atleti e atlete si confrontano alla ricerca di medaglie. Sono, soprattutto, uno spazio capace di riunire popoli diversi sotto la bandiera unica dello sport, e offrire al Mediterraneo l’opportunità di ritrovare la propria vocazione di mare che unisce culture e civiltà.

Dalla città Taranto, che ospita la 20aa edizione dei Giochi dal 21 agosto al 3 settembre 2026, questa storia si rinnova con la partecipazione di 26 Paesi e di circa 4000 atleti e atlete, in un evento che va oltre i campi di gara per trasformarsi in un’occasione di incontro, dialogo e scambio di esperienze.

Al centro di questo scenario c’è anche il Libano, presente con una delegazione impegnata in 12 discipline sportive: lotta, scherma, triathlon, sollevamento pesi, tiro con l’arco, nuoto, ginnastica, judo, tiro a segno, taekwondo, atletica leggera e tennistavolo.

Gli atleti libanesi portano un’eredità significativa nella storia dei Giochi del Mediterraneo. Fino all’edizione di Orano del 2022, infatti, il Libano ha conquistato circa 75 medaglie, tra cui 10 d’oro, 23 d’argento e 42 di bronzo. Ma il valore della partecipazione non si misura soltanto attraverso le medaglie: sfilare e competere sotto la bandiera libanese in questa grande manifestazione rappresenta già una testimonianza della continuità della presenza del Libano nello spazio mediterraneo.

La partecipazione di quest’anno assume poi un significato particolare, grazie alla presenza del Presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun, alla cerimonia inaugurale, insieme a numerosi leader dei Paesi partecipanti. A margine dell’inaugurazione, Aoun ha incontrato anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un incontro che riflette la profondità dei rapporti tra Libano e Italia e conferma come occasioni di questo tipo possano creare ulteriori spazi di dialogo tra popoli e Stati.

Taranto appare come il luogo ideale per ospitare questa edizione. Antica città italiana affacciata sul Mar Ionio, custodisce nella propria memoria stratificazioni di storia e civiltà e accoglie oggi migliaia di atleti provenienti da tutto il Mediterraneo.

Qui la competizione non è tutto. La stretta di mano prima e dopo una gara, l’abbraccio fra gli atleti, le bandiere che sventolano e l’entusiasmo del pubblico sono immagini che racchiudono il significato più autentico dei Giochi.

Dal Libano all’Italia, lo sport diventa una lingua comprensibile a tutti. Una lingua che ricorda che il Mediterraneo non è soltanto un mare che separa le sue sponde, ma uno spazio comune capace di riunire i suoi popoli attorno ai valori della competizione, del rispetto e dell’amicizia.

A Taranto, il Libano scrive una nuova pagina della propria storia mediterranea, portando con sé la sua bandiera e le ambizioni dei suoi atleti e dimostrando che una patria può presentarsi al mondo anche attraverso lo sport, il talento e il valore dei suoi protagonisti.

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