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Libano, Germania e Francia puntano a lanciare iniziativa congiunta

13 lug
Tempo di lettura: 4 min

Assadakah News

 

La Germania e la Francia intendono lanciare un'iniziativa congiunta per contribuire a risolvere la situazione in Libano. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul. "Vogliamo lavorare con la Francia per sviluppare una politica comune nei confronti del Libano, al fine di aumentare le possibilità di raggiungere la pace in Medio Oriente", ha detto Wadephul al quotidiano Tagesspiegel. Il ministro non ha fornito ulteriori dettagli sull'iniziativa. I funzionari libanesi e israeliani hanno firmato, il 26 giugno a Washington, un accordo quadro, mediato dagli Stati Uniti, per la risoluzione del conflitto. Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che l'accordo di Washington non è vincolante, definendolo una "perdita di sovranità".

L'accordo prevede, tra le altre disposizioni, il mantenimento di una zona di sicurezza per Israele nel Libano meridionale e, secondo la parte israeliana, il completo disarmo di Hezbollah in Libano.

Berlino e Parigi puntano a svolgere un ruolo di primo piano nel processo di pace tra Libano e Israele, facendo leva sui rispettivi rapporti storici con le due parti per imprimere un'accelerazione ai difficili negoziati verso un accordo definitivo sui principali dossier: un cessate il fuoco permanente, il ritiro israeliano dal sud del Libano e il disarmo di Hezbollah.

Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha annunciato, inoltre, in un'intervista pubblicata dal quotidiano tedesco 'Tagesspiegel', che Berlino intende "elaborare una politica comune con la Francia" sul Libano, con l'obiettivo di rafforzare le prospettive di pace in Medio Oriente. Wadephul ha spiegato che il Consiglio dei ministri franco-tedesco, in programma il 17 luglio, sarà l'occasione per lanciare iniziative congiunte volte a rafforzare il ruolo dell'Europa in politica estera. I dossier riguarderanno gli sviluppi in Iran, la guerra in Ucraina e la situazione in Medio Oriente. L'iniziativa dell'asse Berlino-Parigi per una pace duratura nella regione, e in particolare tra Libano e Israele - si legge in un'analisi di Aljazeera - si fonda sulle specificità dei due Paesi europei e sulle leve diplomatiche di cui dispongono. La Francia conserva con il Libano legami storici risalenti al periodo del mandato seguito alla dissoluzione dell'Impero ottomano. Parigi resta oggi uno dei principali punti di riferimento europei per Beirut, grazie a una forte presenza culturale e a un'influenza economica e politica legata ai propri interessi strategici nella regione. La Francia è inoltre considerata dal Libano un interlocutore internazionale affidabile durante le crisi. L'elezione nel gennaio 2025 di Joseph Aoun, comandante dell'esercito sostenuto dalla Francia, alla presidenza della Repubblica libanese è stata ampiamente interpretata come un ulteriore elemento di rafforzamento di questo rapporto. Il presidente francese Emmanuel Macron ha cercato di mantenere una forte presenza di Parigi nel Paese, subordinando il sostegno alla ricostruzione al ripristino della sovranità nazionale e all'attuazione di riforme strutturali di lungo periodo. Il rapporto della Germania con Israele e, più in generale, la politica mediorientale di Berlino sono invece profondamente segnati dalla responsabilità storica tedesca per la Shoah. Da decenni i politici tedeschi collegano il sostegno alla sicurezza di Israele al concetto, dai contorni ampi, di "ragion di Stato". Secondo gli osservatori, la Germania dispone a Gerusalemme di un'influenza politica, economica e nel campo della sicurezza che pochi altri Paesi europei possono vantare. Berlino sarebbe quindi nella posizione di svolgere un ruolo complementare a quello francese, aumentando la pressione sul governo di destra del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Secondo un'analisi del sito tedesco 'Internationale Politik', Berlino deve prendere sul serio le esigenze di sicurezza di Israele, ma deve allo stesso tempo collegarle alla stabilità del Libano e al rafforzamento delle sue istituzioni statali. L'iniziativa franco-tedesca acquista ulteriore importanza alla luce del possibile vuoto di sicurezza lungo il confine israelo-libanese, in vista della conclusione, alla fine del 2026, della missione della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano, l'Unifil. L'esercito libanese, infatti, non disporrebbe dei finanziamenti, del personale e degli equipaggiamenti necessari per colmare questa lacuna. Non è stato ancora raggiunto un accordo sulla struttura istituzionale di un possibile meccanismo alternativo, mentre l'esercito israeliano occupa più di 600 Km2 nel sud del Libano e, secondo le denunce, distrugge sistematicamente i villaggi nelle aree sotto il suo controllo. Nel giugno scorso Macron aveva comunicato al presidente libanese Joseph Aoun di aver avviato consultazioni con diversi Paesi per valutare "la possibilità di dispiegare una forza internazionale" nel sud del Libano. Le analisi circolate negli ambienti europei indicano che Germania e Francia stanno lavorando a diverse opzioni operative. Tra queste figurano il rafforzamento della capacità del Libano di controllare il confine con la Siria, impedire l'invio di armi iraniane a Hezbollah, il sostegno all'esercito libanese, affinché lo Stato acquisisca progressivamente il monopolio dell'uso della forza e l'istituzione di una missione europea per la sicurezza e il sostegno al Libano. I piani comprenderebbero inoltre assistenza nella logistica, nell'addestramento e nelle comunicazioni strategiche. L'iniziativa franco-tedesca appare questa volta più ambiziosa, anche per la volontà di sfruttare condizioni regionali considerate favorevoli e un cambiamento del clima interno libanese, sempre più orientato verso il rafforzamento della sovranità dello Stato e la limitazione delle armi al di fuori del controllo dell'esercito. La realizzazione di questi progetti dipenderà tuttavia dalla disponibilità di Israele a impegnarsi in favore di una pace duratura. Dal 2 marzo scorso Israele conduce operazioni militari contro il Libano nel quadro della guerra con l'Iran. Secondo il ministero della Salute libanese, fino al 9 luglio gli attacchi hanno provocato 4.322 morti e 12.210 feriti.

Israele continua inoltre a occupare diverse aree nel sud del Libano: alcune da decenni, altre dalla guerra combattuta tra il 2023 e il 2024. Durante l'ultima offensiva, le forze israeliane sono avanzate per oltre 10 Km all'interno del territorio libanese.

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