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Libano-Israele – Bint Jbeil sul tavolo dei negoziati

  • 53 minuti fa
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Talal Khrais - Il settimo round di negoziati tra Libano e Israele inizierà martedì a Roma e durerà tre giorni, secondo una fonte libanese.

La delegazione libanese sarà guidata dall'ambasciatore Simon Karam e comprenderà l'ambasciatrice Nada Mouawad e una delegazione militare.

Il premier libanese, Nawaf Salam
Il premier libanese, Nawaf Salam

Durante questo round, il Libano proporrà di passare alla seconda fase delle zone pilota e di includere la città di Bint Jbeil al loro interno, secondo la stessa fonte. Bint Jbeil è una città di confine ed è molto difficile per Israele accettarla prima del disarmo di Hezbollah. Se Israele respingerà la proposta di Bint Jbeil, il Libano chiederà l'inclusione della città di Khiam nelle zone pilota. Anche Khiam è una città…

La delegazione libanese, abbastanza ampia comprende esperti in diritto internazionale, e topografi per poter chiarire con Israele diverse questioni di confine.

Una fonte diplomatica ha informa che il  ciclo di colloqui a Roma tra Libano e Israele, sotto l'egida degli Stati Uniti, si svolge in un momento più complesso rispetto ai precedenti, non solo per la difficoltà delle questioni da discutere, ma anche per la situazione in corso sul terreno nel sud, in particolare per i bombardamenti, le demolizioni e la distruzione di proprietà, che rappresentano una prova diretta della capacità dell'attuale tregua di reggere e di trasformarsi in un accordo di sicurezza sostenibile.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, con il presidente libanese Josepf Aoun
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, con il presidente libanese Josepf Aoun

La fonte ha indicato che Roma non sarà solo un altro ciclo di negoziati, ma piuttosto una prova della capacità del cessate il fuoco di essere effettivamente instaurato sul campo, perché qualsiasi progresso politico o in materia di sicurezza rimarrà fragile se non accompagnato da una tangibile riduzione del livello di violazioni e dalla cessazione delle pratiche che complicano il compito di consolidare la calma. La fonte ha sottolineato che "la parte libanese premerà per il consolidamento del cessate il fuoco, considerandolo il punto di partenza naturale per qualsiasi discussione su accordi successivi, mentre gli Stati Uniti cercheranno di mantenere aperto il canale negoziale, basandosi sull'obiettivo più ampio di raggiungere una formula di sicurezza che garantisca stabilità su entrambi i lati del confine". Infine ha sottolineato che l'Italia ha sempre sostenuto il Libano dovrebbe avere un ruolo da garante per realizzare il ritorno israeliano e il disarmo delle milizie paramilitari.

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