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Libano - L’Italia rafforza l’impegno per lo sviluppo sostenibile dello Chouf

1 ora fa
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Assadakah News – Lo sviluppo delle aree rurali, la valorizzazione delle economie locali e la costruzione di nuove opportunità per le comunità rappresentano alcuni degli assi lungo i quali si muove la cooperazione internazionale in Libano. In questo quadro si inserisce l'attenzione della Cooperazione italiana allo sviluppo nei confronti dello Chouf, una delle aree più significative del Paese per patrimonio naturale, attività agricole, artigianato e potenzialità turistiche.

A ribadirlo è stata la direttrice della sede di Beirut dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), Liana De Rosa, intervenuta in rappresentanza della Cooperazione italiana all'iniziativa Experience the Beauty of Chouf, organizzata dalla Farah Social Foundation. L'incontro ha riunito rappresentanti diplomatici, organismi della cooperazione internazionale, Nazioni Unite e istituzioni libanesi e locali, con l'obiettivo di presentare esperienze concrete di sviluppo e rafforzare il confronto tra gli attori impegnati sul territorio.

Tra i partecipanti figuravano anche il ministro dell'Agricoltura libanese Nizar Hani e il ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti Fayez Rasamny. L'appuntamento è stato quindi anche un'occasione di dialogo diretto tra le istituzioni libanesi, le realtà della società civile e le organizzazioni internazionali attive nel Paese.

La presenza italiana assume particolare rilievo perché lo Chouf riunisce alcune delle caratteristiche sulle quali la Cooperazione italiana concentra da tempo parte dei propri interventi in Libano: sviluppo agricolo e rurale, tutela ambientale, infrastrutture di base, valorizzazione del patrimonio culturale e sostegno alle fasce più vulnerabili.

La collaborazione tra Italia e Libano nel campo della cooperazione allo sviluppo ha radici lontane. L'Ambasciata d'Italia a Beirut ricorda che i rapporti di cooperazione risalgono al 1983, quando i due Paesi sottoscrissero il primo accordo per finanziare un intervento destinato alla ricostruzione del Libano dopo la guerra civile. Da allora la Cooperazione italiana ha mantenuto una presenza continuativa nel Paese, lavorando con istituzioni pubbliche, organizzazioni internazionali e società civile.

Oggi AICS sostiene iniziative in diversi settori: dalle politiche sociali alla sanità, dalla protezione dell'ambiente alle energie rinnovabili, dalla gestione delle acque allo smaltimento dei rifiuti, fino allo sviluppo agricolo e rurale e alla tutela del patrimonio culturale e archeologico. Un'impostazione che considera lo sviluppo non soltanto come assistenza emergenziale, ma come capacità di rafforzare nel tempo le strutture economiche e sociali del Paese.

È una prospettiva particolarmente importante per il Libano, che continua a fare i conti con gli effetti della lunga crisi economica e finanziaria e con le conseguenze dei recenti conflitti. Nel 2026 il Lebanon Response Plan delle Nazioni Unite sottolinea come le difficoltà colpiscano in modo particolare le famiglie agricole: costi elevati degli input, scarsità d'acqua, difficoltà di accesso ai mercati e danni alle infrastrutture continuano a pesare sulla capacità produttiva delle comunità rurali. Il piano prevede pertanto, accanto all'assistenza, interventi per rafforzare la produzione agricola, riabilitare infrastrutture e introdurre pratiche più resilienti ai cambiamenti climatici.

Il tema agricolo è strettamente collegato alla ripresa delle economie locali. Un programma realizzato dalla FAO insieme al ministero dell'Agricoltura libanese ha previsto, ad esempio, sostegni a oltre mille piccoli agricoltori per recuperare terreni improduttivi, realizzare serbatoi d'acqua e migliorare le infrastrutture aziendali. L'obiettivo è sostenere il reddito delle comunità rurali e aumentare la capacità dell'agricoltura di resistere alle difficoltà ambientali ed economiche.

Lo Chouf presenta caratteristiche particolarmente adatte a questo tipo di approccio. Documenti della Banca Mondiale dedicati alla regione evidenziano il peso delle attività agroalimentari e delle produzioni locali, compresi olio d'oliva e vino, e individuano nell'agro-business e nell'ecoturismo due importanti componenti del potenziale economico dell'area.

Il patrimonio naturale costituisce, infatti, uno degli elementi distintivi dello Chouf. La regione comprende la Chouf Cedar Nature Reserve, una delle principali aree protette del Libano, caratterizzata dalla presenza dei celebri cedri e da un patrimonio forestale di grande valore. Proprio la combinazione fra ambiente, agricoltura, paesaggio, cultura e produzioni locali rende l'area particolarmente interessante per forme di turismo rurale ed ecoturismo.

La Banca Mondiale ha indicato nel rafforzamento del turismo sostenibile uno degli strumenti attraverso cui il Libano può diversificare la propria economia. Tra le linee di intervento figurano il miglioramento delle infrastrutture turistiche, la gestione sostenibile delle risorse naturali, la promozione dell'ecoturismo e del turismo rurale e una maggiore valorizzazione delle destinazioni situate al di fuori di Beirut. Lo Chouf è esplicitamente indicato tra le aree nelle quali è necessario migliorare infrastrutture e gestione dei servizi.

Ma la valorizzazione del territorio non può prescindere dalle condizioni generali del Paese. Secondo la Banca Mondiale, la crisi economica e finanziaria ha indebolito in maniera significativa il capitale umano, naturale e fisico del Libano, riducendo anche la capacità dello Stato di investire nei servizi pubblici e nella protezione dell'ambiente. Il cambiamento climatico aggiunge ulteriori pressioni, con conseguenze previste soprattutto sulla disponibilità idrica, sull'agricoltura e sul turismo.

È dunque in questo scenario che acquista significato la scelta di mettere in rete istituzioni, cooperazione internazionale, organizzazioni della società civile e realtà produttive locali. Non si tratta soltanto di promuovere un territorio dal punto di vista turistico, ma di creare condizioni affinché le sue risorse naturali, agricole, artigianali e culturali possano trasformarsi in occasioni di reddito e occupazione per chi vive nello Chouf.

La Cooperazione italiana continua intanto ad ampliare il proprio impegno complessivo in Libano. Nel maggio 2026 il Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo, presieduto dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha approvato la programmazione italiana per il 2026, mentre per il Libano sono stati confermati nuovi interventi anche sul fronte dell'emergenza e della resilienza. Nel marzo scorso, inoltre, l'Italia aveva partecipato al ponte aereo umanitario europeo per il Libano mettendo a disposizione oltre dieci tonnellate di aiuti; complessivamente, la risposta umanitaria italiana annunciata nel 2026 ammontava a 10 milioni di euro, con una parte destinata a iniziative realizzate attraverso la società civile italiana presente nel Paese.

La direttrice dell'AICS Beirut ha quindi sottolineato la volontà italiana di considerare lo Chouf un'area di interesse strategico per una crescita sostenibile e di proseguire il lavoro in rete con le organizzazioni non governative, la società civile locale e i partner internazionali.

La sfida, per il Libano, è trasformare un territorio ricco di risorse ma sottoposto a forti pressioni economiche e ambientali in un modello di sviluppo capace di trattenere valore nelle comunità locali. Agricoltura, artigianato, patrimonio culturale, tutela dei boschi e turismo sostenibile possono diventare componenti di una stessa strategia. E proprio lo Chouf, con il suo patrimonio naturale e produttivo, rappresenta uno dei territori nei quali questa impostazione può essere concretamente sperimentata.

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