Libano - Unifil e COSMO: coordinamento istituzionale e presenza sul campo
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Assadakah News - Nelle dinamiche della cooperazione internazionale, l’efficacia dell’aiuto umanitario dipende in misura decisiva dalla capacità di coniugare diplomazia operativa, coordinamento istituzionale e logistica di precisione. L’arrivo nella capitale libanese di un carico di beni di prima necessità destinato alle comunità locali offre, in questa prospettiva, un caso di studio significativo: si tratta infatti della prima operazione umanitaria internazionale di rilievo realizzata dopo la sigla, a Washington, del cessate il fuoco con Israele, in un contesto che rende particolarmente delicata ogni iniziativa di assistenza.

Sul piazzale dell’aeroporto di Beirut, all’apertura del portellone del Boeing 767 dell’Aeronautica Militare, erano presenti le massime rappresentanze diplomatiche e militari, l’Ambasciatore d’Italia Fabrizio Marcelli, il Gen. D. Diodato Abagnara per UNIFIL, il Col. Attilio Cortone, insieme ai referenti della Caritas libanese, del Patriarcato latino di Antiochia e delle ONG “Pulse of Tomorrow” e “Sheild Association”. Il carico, quarantacinque bancali per circa venti tonnellate di beni raccolti in due mesi e mezzo su tutto il territorio italiano nell’ambito dell’iniziativa “Insieme siamo più forti e uniti come le radici del Cedro”, promossa da Modavi Protezione Civile e il partito Fratelli d’Italia, rappresenta la prima tranche di un impegno destinato a proseguire con una seconda missione già programmata per settembre.
A garantire la lettura analitica e la continuità operativa dell’iniziativa ha contribuito, sin dalle prime fasi sul campo, il Direttore di COSMO Bernard Selwan Khoury, la cui presenza a Beirut si inserisce nell’attività permanente che il Centro svolge nel Paese attraverso la propria sede locale e l’azione della ONG “Pulse of Tomorrow”. Accanto a lui, il giornalista Daniele Dell’Orco ha documentato in presa diretta lo svolgimento delle operazioni, restituendo la misura delle necessità del territorio: nel Sud del Libano si contano almeno settantacinque villaggi completamente distrutti e oltre un milione di sfollati.

Proprio nel Sud del Paese la missione assume una dimensione che eccede l’emergenza: l’allestimento di un’aula studio, la cui gestione sarà affidata al Patriarcato greco-melchita per favorire l’aggregazione giovanile, verrà intitolata ad Almerigo Grilz, il reporter triestino caduto in Mozambico nel 1987, che proprio in Libano, nel 1982, aveva firmato il suo primo reportage. L’assistenza materiale si affianca così a un investimento culturale e sociale di lungo periodo.
Le dichiarazioni dei protagonisti presenti, dal deputato Massimo Milani, che ha richiamato il ruolo dell’Italia nella missione UNIFIL e la resilienza del modello libanese di convivenza multiconfessionale, all’eurodeputato Carlo Fidanza, che ha sottolineato il valore diplomatico dell’azione umanitaria a integrazione dell’impegno governativo e militare, fino ai rappresentanti di Modavi e di Gioventù Nazionale, convergono nel delineare un percorso di collaborazione strutturale con le realtà territoriali libanesi.

L’esito positivo di questa prima operazione non chiude, del resto, un ciclo, ma ne apre uno nuovo. COSMO sta già lavorando all’organizzazione di ulteriori attività che ne replichino il metodo, coordinamento istituzionale, presidio sul territorio, verifica puntuale della destinazione degli aiuti, ricercando il sostegno e la collaborazione dell’intero arco della politica nazionale, delle organizzazioni umanitarie e della società civile: una prospettiva inclusiva che intende consolidare l’esperienza maturata trasformandola in una piattaforma stabile di intervento, aperta a tutti gli attori disposti a contribuire alla ricostruzione e alla coesione del Paese dei Cedri.
In questo quadro, COSMO e Pulse of Tomorrow si confermano non semplici osservatori delle dinamiche mediorientali, ma presìdi operativi capaci di trasformare il monitoraggio strategico in azione concreta: un ponte tra Italia e Libano che, nella fase apertasi con il cessate il fuoco, può contribuire alla stabilità dell’intero quadrante mediterraneo.



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