Libano-Vaticano: i quadri diplomatici si basano sulla fine della guerra
- 16 apr
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S.E Fadi Assaf *

La posizione della Chiesa cattolica sulla guerra si fonda sulla dottrina della “guerra giusta”, che si basa su quattro principi fondamentali: una giusta causa, la buona fede, il ricorso alla guerra solo come ultima risorsa e la proporzionalità nell'uso della forza. Questi criteri sono stati sottolineati da Robert McIlroy, arcivescovo di Washington, durante un'intervista alla CBS il 12 aprile, il quale ha affermato che rimangono un punto di riferimento fondamentale per la posizione della Chiesa – e del Papa – sulle questioni di guerra e di pace.
In un messaggio pronunciato a gennaio in occasione del 325° anniversario della Pontificia Accademia delle Scienze, Papa Leone XIV ha affermato che la diplomazia della Santa Sede scaturisce dallo spirito del Vangelo, dichiarando che non si tratta di “diplomazia tattica, ma di espressione di amore consapevole”. Ha aggiunto che non cerca vincitori e vinti, ma si impegna a riparare le relazioni e a costruire ponti di comunicazione. Attraverso i suoi continui appelli alla fine dei conflitti, la promozione del dialogo e il sostegno alle soluzioni politiche, la Santa Sede continua a consolidare la sua presenza morale sulla scena internazionale. In quest'ottica, Antonio Spadaro, Sottosegretario alla Cultura e all'Istruzione in Vaticano, ha indicato il 13 aprile, tramite la piattaforma "X", che il Vaticano preferisce evitare le controversie e concentrarsi sulla difesa dei principi.
Nel suo discorso al popolo libanese durante la celebrazione di preghiera "Regina Chile" del 12 aprile, il Papa ha lanciato un nuovo appello alla pace, esprimendo la sua profonda solidarietà alla luce delle difficili circostanze che il Libano sta attraversando. Ha affermato: "Oggi sono ancora più vicino al caro popolo libanese, in questi giorni pieni di dolore e paura, ma anche di incrollabile speranza in Dio". Ha sottolineato il "principio di umanità" come valore universale, radicato nella coscienza umana e sancito dal diritto internazionale, ricordando a tutti la necessità di proteggere i civili dalle devastazioni della guerra. Ha inoltre esortato tutte le parti a impegnarsi per un cessate il fuoco e a intraprendere rapidamente un percorso verso una soluzione pacifica.
Il giorno precedente, durante una veglia di preghiera per la pace, il Santo Padre ha nuovamente espresso la sua preoccupazione per la situazione in Libano, sottolineando di portare nel cuore la sofferenza dei popoli colpiti dai conflitti, in particolare dei libanesi. Ha messo in guardia contro i pericoli dell'indifferenza di fronte alla violenza e alla distruzione, ribadendo che la protezione dei civili innocenti è una responsabilità che non può essere trascurata. Con un appello chiaro, ha chiesto l'immediata cessazione delle ostilità e un serio impegno nel dialogo. Ha inoltre esortato la comunità internazionale a svolgere il proprio ruolo per arginare l'escalation e lavorare per soluzioni giuste e durature.
Nel contesto delle prolungate crisi che affliggono il Libano e altri Paesi in un turbolento scenario internazionale, gli appelli di Papa Leone XIV alla pace, al rispetto del diritto internazionale e al rafforzamento della diplomazia appaiono più urgenti che mai. Il governo libanese, da parte sua, ha confermato la propria disponibilità ad accogliere tale appello, ribadendo il proprio impegno per il dialogo e gli sforzi volti a contenere le tensioni attuali attraverso il negoziato.
* Ambasciatore del Libano presso la Santa Sede




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