Libia: a Tunisi intesa vicina su roadmap Unsmil, firma attesa...
- 13 lug
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Assadakah News


La Libia a Tunisi: intesa vicina su roadmap Unsmil, firma attesa la prossima settimana. Percorso Onu accelera su prime 2 fasi elettorali, ma pesano pista Usa.
Un nuovo passaggio diplomatico a Tunisi riporta la Libia al centro del negoziato internazionale. L'ufficio della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia, (Unsmil) ha ospitato il 6 luglio la quinta sessione dello "Small Convening", indicato dalla stampa libica anche come comitato 4+4, il formato ristretto incaricato di affrontare le prime due fasi della roadmap strategica facilitata dall'Onu. Secondo la Missione, le consultazioni si sono svolte in un clima "positivo e costruttivo" e hanno permesso di chiudere le ultime questioni rimaste aperte, con l'incarico a un gruppo di lavoro congiunto di redigere il testo finale dell'accordo, con il supporto di Unsmil, in vista di una cerimonia ufficiale di firma prevista nella riunione della prossima settimana.
Il risultato di Tunisi si inserisce nel tentativo dell'Onu di riportare il dossier libico su una sequenza negoziale definita: quadro elettorale tecnicamente praticabile, completamento della Commissione elettorale nazionale, governo unificato e dialogo strutturato su governance, economia, sicurezza e riconciliazione. La roadmap presentata da Unsmil prevede un approccio per tappe, con l'obiettivo di arrivare a elezioni nazionali dopo il superamento delle controversie che dal 2021 bloccano il voto presidenziale e legislativo. L'avanzamento arriva però in un quadro diplomatico affollato. In parallelo procede anche la pista americana, legata all'iniziativa del consigliere di Donald Trump per gli affari arabi e africani Massad Boulos, presentata come complementare al percorso Onu, ma percepita da diversi attori libici come un negoziato politico alternativo. Secondo fonti vicine al dossier, sul tavolo vi sarebbe anche un piano di riunificazione con transizione di 36 mesi, un ruolo centrale per il premier di Tripoli, Abdulhamid Dbeibah e garanzie rilevanti per il campo del generale della Cirenaica, Khalifa Haftar, con una mediazione pachistana sostenuta da Stati Uniti e Arabia Saudita. È su questo terreno che emergono le resistenze interne.
Nell'Ovest, il Consiglio militare di Misurata ha respinto l'iniziativa americana, contestando ogni ipotesi di accordo che reintegri Haftar e i suoi figli senza passare da elezioni e referendum costituzionale. La posizione di Misurata pesa per il ruolo militare, economico e politico della città negli equilibri della Tripolitania. Nell'Est, la linea appare meno ostile, ma condizionata: il campo di Haftar punta a ottenere riconoscimento politico, garanzie sull'istituzione militare e tutela dei propri interessi economici. La firma attesa rappresenterebbe quindi un successo procedurale per Unsmil, ma non ancora una svolta definitiva. Senza un'intesa reale tra i blocchi armati dell'Ovest e il fronte orientale, il rischio resta quello di un accordo formalmente approvato, ma incapace di portare la Libia verso elezioni credibili.
Senza un'intesa reale tra i blocchi armati dell'Ovest e il fronte orientale, il rischio resta quello di un accordo formalmente approvato, ma incapace di portare la Libia verso elezioni credibili.



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