top of page

Los Angeles - In mostra il libro dei morti dei Faraoni

  • 9 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Elisabetta Pamela Petrolati (Assadakah News) - Il J. Paul Getty Museum apre al pubblico la mostra "The Egyptian Book of the Dead", che dal 4 marzo al 30 novembre sarà ospitata presso la Getty Villa di Los Angeles.

L'esposizione offre un'occasione unica per ammirare la collezione di antichi manoscritti egizi del museo, iscritti con incantesimi e scene illustrative del Libro dei Morti, testi concepiti per guidare l'anima nell'aldilà.

I reperti in mostra provengono originariamente dalle sepolture di otto individui e fanno parte della collezione di antichità del Getty Museum. Timothy Potts, direttore del J. Paul Getty Museum, sottolinea: "I manoscritti esposti sono estremamente rari e delicati e possono essere mostrati solo in condizioni controllate di luce e ambiente. Per questo, la nuova esposizione di una delle nostre mostre più amate è un evento da non perdere".

Gli antichi Egizi, nella loro preparazione all'aldilà, crearono un complesso corpus di scritti religiosi e illustrazioni su papiro, bende di lino e altri oggetti funerari. Conosciuti oggi come Libro dei Morti, questi testi avevano lo scopo di facilitare la transizione dell'anima verso una vita eterna benedetta. Prodotti tra il 1550 a.C. e il 50 a.C., i manoscritti non costituivano un testo unico e stabile, ma una raccolta evolutiva di incantesimi e istruzioni, combinati in modi diversi per ciascun individuo. I quasi 200 incantesimi superstiti affrontano varie preoccupazioni e situazioni attese nell'aldilà, offrendo una delle più ricche testimonianze della letteratura religiosa antica e rivelando come gli Egizi concepissero il cosmo, il mondo divino e la natura dell'esistenza.

Sara E. Cole, curatrice associata di antichità presso la Getty Villa, spiega: "I testi ci mostrano come gli Egizi cercassero di comprendere cosa renda significativa l'esistenza in un mondo complesso e sfidante, come credessero che fosse strutturato l'universo e quale fosse il rapporto con un potere superiore. In definitiva, affrontano un'ansia universale: cosa accade dopo la morte?"

Tra i reperti principali, la mostra mette in evidenza quattro papiri appartenuti a Webennesre, Ankhesenaset, Aset e Pasherashakhet, databili tra il 1450 a.C. e il 100 a.C. In una fase più tarda, tra il 400 e il 100 a.C., gli scribi scrivevano incantesimi su sottili strisce di lino da avvolgere attorno ai corpi mummificati, come alternativa o complemento ai rotoli di papiro. Tre di queste bende, esposte nella mostra, facevano parte di tessuti più lunghi applicati ai corpi di due uomini, entrambi chiamati Petosiris.

L’Egitto continua a rivelare i suoi misteri e questa mostra inoltra i visitatori nel complesso percorso di senso tra la vita e la morte di cui gli Egizi hanno lasciato tracce.

 

 

Commenti


bottom of page