Marcel Khalife ritorna alla poesia di Darwish dopo 50 anni
Assadakah News

Il famoso cantante libanese Marcel Khalife rivive i suoi ricordi con Mahmoud Darwish sui social media
Il nome di Marcel Khalife è sinonimo di cause nazionali e arabe, in particolare quella palestinese.
Quasi mezzo secolo dopo il suo esordio nel mondo della musica, il musicista libanese Marcel Khalife ha ripreso il suo percorso musicale con le poesie di Mahmoud Darwish da Parigi. Ha reinterpretato le opere iconiche di Darwish utilizzando solo l'oud, rendendo omaggio ai martiri della Palestina e del Libano e aggrappandosi a una speranza che trionfa sulla sconfitta e sull'esilio.
Gli eventi del "Mahmoud Darwish Poetry Day", tenutisi presso l'Istituto del Mondo Arabo di Parigi dal 25 al 27 settembre, hanno visto:
il ritorno del celebre artista Marcel Khalife con canzoni basate sulle poesie di Mahmoud Darwish;
il pubblico alla presenza di Marcel Khalife, ha ascoltato la nuova registrazione di quattro delle sue canzoni più celebri, in anteprima rispetto alla loro uscita ufficiale prevista per il prossimo novembre.
La nuova pubblicazione include le poesie "Rita", "Mia Madre", "Passaporto" e "Promesse dalla tempesta". Khalife le ha registrate di nuovo con il solo oud, a cinquant'anni dalla loro prima pubblicazione, preservando i testi e le melodie originali, ma con una voce, uno stile e una profonda esperienza maturati nel corso dei decenni unici.
La nuova raccolta include le poesie "Rita", "Mia Madre", "Passaporto" e "Promesse dalla tempesta" (Reuters).

Dalla guerra del 1976 alla realtà della regione.
Le radici di queste opere risalgono all'agosto del 1976, quando Khalifa le registrò in un piccolo studio nella capitale francese dopo essere fuggito dal suo paese a causa della guerra civile libanese.
Il disco fu presentato in occasione delle celebrazioni del quotidiano francese "Humanity" all'interno del padiglione libanese, da dove si diffuse a Beirut e in altre capitali arabe, radicandosi profondamente nella memoria collettiva.
Nella sua intervista ad Al Jazeera, Khalifa ha rievocato quel periodo in un momento in cui le guerre in corso nella regione hanno riportato in primo piano le questioni poetiche, sottolineando che il suo ritorno rappresenta un "sentito" omaggio ai martiri caduti a Gaza, in Palestina e nel Libano meridionale.
Khalifa ha spiegato che la registrazione simultanea del primo e del secondo album a Parigi è stata una coincidenza, sottolineando che il messaggio non proviene da Parigi, ma piuttosto "un messaggio dalla canzone, dalla poesia, da Mahmoud Darwish e da Marcel Khalifa".
Una vittoria sulla sconfitta e sull'oppressore
Khalifa ha collegato la continuazione della sua attività musicale al mantenimento della speranza nonostante le guerre e le perdite, dichiarando ad Al Jazeera: "Questa speranza deve rimanere, e anche se sembra impossibile, dobbiamo aggrapparci a questa impossibilità...Nel momento in cui canti, sei vittorioso sull'oppressore e sulla sconfitta".
Ha aggiunto che ogni individuo deve continuare a fare la sua parte.




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