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Monsignor Tarabay celebra Messa per festa di San Charbel

  • 20 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

Talal Khrais

Vescovo
Vescovo

San Charbel, Ambasciatore della Chiesa del Libano nel mondo e il Libano, Terra di Santità e Missione.

Roma,

Il Vescovo Maronita di Australia, Nuova Zelanda e Oceania, Sua Eccellenza Monsignor Antoine-Charbel Tarabay, ha presieduto la Divina Liturgia per la festa di San Charbel nella Chiesa di San Marone, presso il Pontificio Istituto Maronita di Roma. Alla celebrazione hanno partecipato numerose personalità e figure religiose, tra cui rappresentanti del corpo diplomatico libanese e americano presso la Santa Sede, nonché membri della comunità maronita della capitale italiana.

Ambasciatrice del Libano in Italia, S. E. Carla Jazzar
Ambasciatrice del Libano in Italia, S. E. Carla Jazzar

S. E. Monsignor Antoine-Charbel Tarabay è stato coadiuvato, nella celebrazione, da Monsignor Joseph Sfeir, Parroco e Vicerettore dell'Istituto, e da Monsignor Emmanuel Saqr. Sono intervenuti diversi sacerdoti e monaci. Presenti alla Messa l'Ambasciatore del Libano presso la Santa Sede, Sua Eccellenza Fadi Assaf, l'Ambasciatrice del Libano in Italia, Sua Eccellenza Carla Jazzar, e l'Ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Burch, oltre a una numerosa assemblea di fedeli, membri della comunità maronita residenti a Roma e pellegrini provenienti dalla Diocesi maronita d'Australia, venuti a celebrare la festa. 

Monsignor Joseph Sfeir
Monsignor Joseph Sfeir

Nella omelia il Vescovo Tarabay ha sottolineato come San Charbel abbia trasceso i confini del Libano per diventare ambasciatore della Chiesa libanese nel mondo, portando a tutti i popoli il messaggio dell'amore, della misericordia e della salvezza di Dio. Ha affermato: "Oggi la santità ci unisce, e San Charbel, ambasciatore della Chiesa libanese nel mondo intero, ci unisce. Eleviamo le nostre preghiere con lui, dicendo: 'O Charbel, aiutaci; o Charbel, proteggici e proteggi il Libano'". Sua Eminenza, inoltre, si è soffermato sulla parabola del buon seme, sottolineando che San Charbel è uno dei frutti più pregevoli del buon seme che Dio ha piantato nella sua città di Bkaakafra, nel campo del monachesimo maronita libanese, e che è cresciuto nella scuola della preghiera, del silenzio, dell'austerità e della vita ascetica, fino a diventare un santo per il mondo intero. Ha aggiunto che San Charbel rimane ancora oggi un faro di speranza, visitato da milioni di persone provenienti da tutto il mondo che cercano la sua intercessione. La sua vita è intessuta di migliaia di grazie e miracoli, il registro dei miracoli del Monastero di San Charbel documenta decine di migliaia di guarigioni per grazia di Dio e per sua intercessione dalla sua canonizzazione avvenuta nel 1977.

Il Vescovo Tarabay ha riflettuto sulla ricca tradizione di santità della Chiesa maronita, considerando che questa Chiesa, che ha dato i natali a San Charbel e a tutti gli altri santi, continua la sua missione nel presentare luminosi esempi di fede. Ha osservato che i fedeli si stanno preparando con gioia a celebrare la beatificazione del grande Patriarca del Libano, il Patriarca Elias Hoyek, il prossimo 25 luglio, una pietra miliare che conferma la continuità del cammino di santità e speranza, nella Chiesa maronita e in Libano.

Sua Eccellenza ha tratto tre insegnamenti spirituali dalla vita di San Charbel, che a suo avviso servono da guida per i fedeli nel mondo di oggi: il primo insegnamento è quello di respingere la tentazione della procrastinazione, poiché San Charbel non ha mai rimandato le sue preghiere, né ha mai trascurato la celebrazione della Divina Liturgia. Anzi, egli visse in modo autentico.

Nella sua omelia quotidiana, il Vescovo Tarabay ha esortato i fedeli a perseverare nella preghiera e nella Messa, citando le parole del Signore: "Pregate incessantemente". 

Il secondo invito è quello di liberarsi dal frastuono delle chiacchiere inutili e dalle distrazioni della vita. San Charbel scelse il santo silenzio, che permette di ascoltare la parola di Dio, e fece della sua presenza nell'Eucaristia il centro della vita, scegliendo "la parte migliore, quella che non può essere tolta".

Nel terzo invito il Vescovo Tarabay ha messo in guardia contro la tentazione della paura, che contraddice la fiducia in Dio e la speranza cristiana. Ha sottolineato che il credente è chiamato a una completa resa alla volontà di Dio, ispirato dalla costante promessa di Cristo: "Io sono con voi... non abbiate paura". Ha affermato che la festa di San Charbel è un invito per ogni credente a essere un buon seme e un testimone del Vangelo nella propria famiglia, comunità e Chiesa. 

Al termine della sua omelia, il Vescovo Tarabay ha offerto una preghiera per il Libano, ribadendo che la pace è la scelta irremovibile del popolo libanese, che il Libano terra del messaggio è chiamato a rimanere un faro di incontro, dialogo e pace in Medio Oriente, lontano dal linguaggio delle guerre, dei conflitti. Infine, ha ricordato che il Libano rimarrà una terra di santità e di santi, che la beatificazione del Patriarca Elias Howayek rappresenta un nuovo segno di speranza per la Chiesa e per la nazione, che la santità continua a prosperare nella storia del Libano, rafforzando la fiducia nella missione della Chiesa maronita. Ha finito porgendo i suoi auguri ai fedeli in occasione della festa del santo patrono del Libano, chiedendo per intercessione di San Charbel che Dio protegga il Libano, il suo popolo e conceda al mondo sicurezza e pace.


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