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Muslim World League - Il Segretario Generale (9/10)

13 ore fa
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Roberto Roggero* - Nel febbraio 2026, membri del Congresso degli Stati Uniti hanno reso omaggio ad Al-Issa per il suo impegno nel combattere l'odio e promuovere la convivenza tra le religioni del mondo. Alla cerimonia, svoltasi a Capitol Hill, hanno partecipato legislatori sia repubblicani che democratici, inclusi membri della Camera dei Rappresentanti e del Senato.

Il segretario generale Al-Issa con il primo ministro australiano Anthony Albanese
Il segretario generale Al-Issa con il primo ministro australiano Anthony Albanese

Sia Al-Issa che la MWL hanno ricevuto un riconoscimento per il loro ruolo nel rafforzare la coesione sociale e nel contrastare il razzismo. Nell'aprile 2026, Al-Issa ha visitato l'Australia, incontrando il Primo Ministro Anthony Albanese, alti funzionari australiani e i leader della comunità musulmana locale. Durante l'incontro, Albanese e il Segretario Generale della MWL hanno discusso dell'importanza di costruire la coesione sociale in società plurali attraverso il rispetto reciproco e la cooperazione, nonché di rafforzare i legami tra nazioni e popoli. Al-Issa ha inoltre incontrato il Consiglio Nazionale degli Imam australiani e l'organizzazione "United Muslims of Australia".

Nell'agosto 2026, lo sceicco Al-Issa si è recato in Nigeria per partecipare a una conferenza interreligiosa sulla pace e incontrare le autorità del Paese. Nel corso della visita, ha incontrato il Presidente nigeriano Bola Ahmed Tinubu, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Nuhu Ribadu, diversi funzionari governativi e leader religiosi musulmani e cristiani.

Ha tenuto un discorso programmatico alla conferenza internazionale "Diversità e pace sociale: un partenariato per un futuro promettente", svoltasi ad Abuja sotto l'alto patronato del Presidente nigeriano. In tale occasione, i leader religiosi e i rappresentanti della società civile hanno adottato la "Dichiarazione di Abuja", che delinea un piano d'azione congiunto per istituzioni governative, leader religiosi e organizzazioni della società civile volto alla prevenzione dei conflitti e al contrasto alle narrazioni estremiste.

Al-Issa ha inoltre presieduto una tavola rotonda intitolata "Religione e costruzione dell'armonia sociale". Durante l'incontro, sono stati firmati diversi protocolli d'intesa tra la Lega Musulmana Mondiale (MWL) e l'Interfaith Mediation Centre, nonché tra organizzazioni musulmane e cristiane nigeriane. È stato inoltre incaricato un organismo di coordinamento di nuova costituzione – dedicato a leader e istituzioni religiose e civiche dell'Africa occidentale – di supervisionare l'attuazione di tali accordi. Infine, Al-Issa ha pronunciato il sermone del venerdì e guidato la preghiera presso la Moschea Nazionale di Abuja.

Intervenendo anche al recente Meeting Internazionale di Rimini, Al-Issa ha dichiarato: “L’orizzonte e’ ampio e attraversa i continenti passando dalle aree di crisi. Siamo qui al Meeting per rafforzare l’amicizia tra i popoli e le culture, puntando sui valori che abbiamo in comune, come la fede nella giustizia e l’impegno per la pace”.

Oggi si guarda spesso alla religione musulmana attraverso il prisma dell’islamismo, dell’ideologia politica, e così si fatica a vedere l’islam come religione”. C’è uno scollamento tra le comunità di fede e la cultura circostante, sempre più secolarizzata e laica, in particolare nei Paesi del Maghreb”. Al-Issa risponde, respingendo come falsi gli “slogan politici nel nome dell’islam” e condannando ogni estremismo e violenza.

Il Segretario Generale Al-Issa ha poi continuato: “La religione lascia la politica agli uomini, l’islam politico e’ una cosa negativa, conta invece il dialogo” ripete il segretario generale. Già volto delle riforme di re Abdullah, associato ora strettamente al principe Mohammed Bin Salman, dice che tra le priorità della Lega con sede alla Mecca c’è il sostegno alle comunità messe alla prova da catastrofi naturali e crisi umanitarie. Un tema sviluppato nell’intervista rispetto al conflitto nello Yemen, in un’area strategica del Medio Oriente, dove l’Arabia Saudita sostiene il governo del presidente Abd-Rabbuh Mansour Hadi guidando la coalizione militare contro i ribelli houthi entrati nella capitale Sana’a nel 2014. La tesi di Al-Issa e’ che il conflitto sia conseguenza di una trama golpista ordita o comunque favorita dall’Iran, repubblica sciita contrapposta nell’area del Golfo Persico ai regnanti sunniti di Riad.

“C’e’ stato un colpo di stato con l’obiettivo di trasformare lo Yemen stabile di una volta in un Paese ostaggio di un conflitto tra sette” sostiene il segretario generale. Che accusa Teheran di alimentare la guerra ed evidenzia, nonostante il monito dello stesso Parlamento italiano sull’export di bombe ai sauditi, un impegno del principe Bin Salman in favore delle vittime di scontri e raid aerei. “Per lenire le sofferenze della popolazione – dice Al-Issa – ci sono stati investimenti non milionari bensì miliardari”. Secondo le Nazioni Unite, dal 2013 a causa della guerra sono stati uccisi o menomati almeno 7.508 minorenni. Crisi e conflitti che al Meeting di Rimini stanno però sullo sfondo rispetto alle promesse di dialogo. Al-Issa ricorda accordi sottoscritti dalla sua Lega con esponenti della comunità ebraica, la dichiarazione congiunta firmata sei mesi fa da Papa Francesco ad Abu Dhabi con il Grande imam di Al Azhar Ahamad al-Tayyib o un convegno promosso insieme con rappresentanti buddisti e con il Vaticano nello Sri Lanka colpito dagli attentati di Pasqua. “Il dialogo è fondamentale” insiste Al-Issa. “Rimini ne è la conferma: il popolo italiano ha qualità necessarie per svolgere un ruolo di ponte tra culture per la pace”.

(*Direttore responsabile Assadakah News)

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