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Nagorno Karabakh - Armeni al freddo e al buio ma Comunità internazionale tace

14 mar 2022
Tempo di lettura: 3 min

Letizia Leonardi (Assadakah Roma News) - Tanta mobilitazione per l'Ucraina e tanta indifferenza per gli armeni dell'Artsakh (Nagorno Karabakh). Sono ormai sette i giorni che la popolazione della piccola enclave armena è al buio e al freddo. Senza gas e senza energia elettrica per il criminale boicottaggio azero. Mentre la Russia è impegnata sul fronte ucraino il dittatore azero Aliyev infierisce ancora una volta sulla gente inerme che subisce violenze, angherie e adesso anche atti criminali come quello del danneggiamento della conduttura che fornisce il gas nella parte del Nagorno Karabakh abitato da armeni. Tra l'altro soldati azeri impediscono ai tecnici il ripristino del gasdotto danneggiato. Di conseguenza, più di 100.000 persone sono private del riscaldamento in un periodo in cui le condizioni climatiche sono inclementi. Anche l'elettricità, che veniva regolarmente tagliata, ora è completamente assente. Si tratta di ennesimi tentativi dell'Azerbaijan di piegare gli armeni, di spingere la popolazione ad abbandonare le proprie case e la propria terra. Tutti atti che sembrano tentativi di realizzare una sorta di pulizia etnica. E non ci sono sanzioni per l'Azerbaijan, non ci sono sequestri di beni per gli oligarchi azeri e per il dittatore di Baku. L'Europa e l'Italia stanno anzi pensando di incrementare la richiesta di gas azero per rimpiazzare le forniture russe. Le già complicatissime condizioni, dal punto di vista umanitario, che sono emerse, prima con la pandemia, e poi durante e dopo la guerra continuano a presentarsi in tutta la loro drammaticità, senza che il mondo se ne stia accorgendo. Nessuno ascolta questo grido d'aiuto di una popolazione pacifica che chiede solo di poter vivere tranquilla nella propria terra. Anche in Artsakh ci sono ospedali, scuole, asili nido, rifugi temporanei per sfollati che, da più di una settimana, sono privati ​​delle loro condizioni basilari di vita. È stata sospesa l'assistenza sanitaria e anche l'istruzione per i bambini. E come se ciò non bastasse gli azeri stanno ricominciando a sparare e a compiere atti di guerriglia nei pacifici villaggi di Khramort, Karmir, Shuka e Khnushinak, nella città di Askeran, C'è stata una vittima e anche dei feriti. Non ci dovrebbero essere popoli di serie A e di serie B. I diritti umani sono universali e dovrebbero essere visti al di fuori del quadro geopolitico e delle convenienze economiche. Il Consiglio per la comunità armena di Roma fa un appello al Presidente della Federazione Italiana dei Diritti Umani- Comitato Helsinki, Antonio Stango, sempre così “sensibile” verso l’Azerbaijan, se non sia il caso di intervenire nei confronti del regime azero per la violazione dei diritti della popolazione del Nagorno Karabakh. E si appella inoltre alle istituzioni italiane affinché facciano pressione sull’Azerbaijan per far ripristinare il diritto degli armeni a scaldarsi, mangiare, lavarsi e il diritto di vivere In pace. Il Parlamento europeo, lo scorso 10 marzo, ha votato una risoluzione a favore della protezione del patrimonio culturale armeno nei territori del Nagorno Karabakh (Artsakh) ora occupati dagli azeri, dopo la guerra dei 44 giorni da loro scatenata il 27 settembre del 2020. Lo stesso Parlamento europeo però dovrebbe anche preoccuparsi di tutelare la popolazione armena, visto che il presidente dell’Azerbaijan, Aliyev, sta di nuovo alzando la tensione nella regione con continue violazioni del cessate il fuoco e visto che l'Azerbaijan è al 168esimo posto su 180 sulla libertà di informazione. Non ci si può voltare dall'altra parte in nome degli affari e trattare con regimi, che nulla hanno a che fare con i valori della democrazia e che calpestano i più fondamentali diritti dell'uomo.







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