Libano: il sacerdote libanese Béchara Abou-Mourad un beato
- 22 feb
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Talal khrais - Santa Sede

Beato Béchara Abou-Mourad, sacerdote libanese religioso
Il Papa autorizza la pubblicazione di cinque Decreti del Dicastero delle Cause dei Santi.
Sarà presto beatificato Béchara Abou-Mourad, religioso libanese dell’Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore.
Beatificazione equivalente per il frate minore osservante Gabriele Maria, vissuto in Francia fra XV e XVI secolo, mentre sono state riconosciute le virtù eroiche di un sacerdote ligure, un frate cappuccino indiano e un laico bresciano.
In Libano suonano le campane, si offrono i dolci, in tutte le chiede si annuncia: " Sarà beato Béchara Abou-Mourad, sacerdote libanese, religioso dell’Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore dei Melchiti, per la prodigiosa guarigione, attribuita per sua intercessione, di una donna costretta sulla sedia a rotelle.
Inizia tutto nel momento in cui Papa Leone XIV autorizza il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgarne il Decreto durante l’udienza concessa 21 febbraio, al Cardinale prefetto Marcello Semeraro. Nella stessa udienza, il Papa ha autorizzato la promulgazione dei Decreti per la beatificazione equipollente di Gabriele Maria, sacerdote francese dell’Ordine dei Frati Minori e cofondatore dell’Ordine della Santissima Annunciazione della Beata Vergine Maria, per il quale è stato confermato il culto spontaneo esistente da tempo. Altri tre Decreti riconoscono le virtù eroiche di Francesco Lombardi, sacerdote ligure, del laico bresciano Fausto Gei, membro dell’Associazione Silenziosi Operai della Croce, e del frate cappuccino indiano Theophane.
Un beato dal Paese dei Cedri

Come detto in precedenza, il prossimo beato, Béchara Abou-Mourad, nasce a Zahle, in Libano, il 19 maggio 1853. Matura presto la vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa, entra nel Monastero dei padri basiliani del Santissimo Salvatore di Säidā. Ordinato sacerdote il 26 dicembre 1883, gli viene affidato l’incarico di “Maestro di disciplina” nel Seminario Minore dei basiliani, successivamente è inviato a Deir el Quamar, per svolgere attività pastorale. Nella località manca l’edificio ecclesiastico, ma celebra la Messa nelle case dei fedeli, e con il sostegno del Vescovo del luogo e l’aiuto del popolo e dei benefattori, riesce a far costruire una chiesa. Crea, inoltre anche una società privata di beneficenza e si distingue per la sua grande carità, l’ardore apostolico e l’intensa spiritualità. Nel 1922, a causa dell’età avanzata e della debole salute, viene trasferito nella cattedrale melkita di Säidā dove continua il suo servizio pastorale come confessore, offrendo sostegno spirituale alla gente. Trascorre l’ultimo periodo della sua vita nel convento di San Salvatore, e qui muore il 22 febbraio 1930. Per sua intercessione è stato riconosciuto il miracolo della guarigione di una donna costretta a vivere seduta su una sedia a rotelle, per difficoltà nella deambulazione. Nel 1983 viene diagnosticata alla donna “un’artrosi con spondilolistesi ed ernie avanzate di quarto grado” nel ginocchio destro. Nel 2009, è stata trovata casualmente una piccola biografia di padre Béchara Abou-Mourad e, ricordando di aver sentito parlare delle guarigioni operate già in vita per sua intercessione, durante una particolare notte di dolore, la donna rivolge le sue preghiere al religioso. Confidando nella sua mediazione, il giorno seguente inizia a camminare senza alcun ausilio e senza avvertire dolore fino a condurre una vita “perfettamente sana”.
Auguri al Libano antica terra cristiana, auguri per il nuovo Santo.




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