Ocalan - 2,6 milioni di firme per la liberazione
Assadakah News Agency - Una delegazione dell’Iniziativa Libertà per Abdullah Ocalan della Siria settentrionale e orientale ha fatto visita martedì della scorsa il Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d’Europa. La delegazione era composta dal portavoce dell’iniziativa, Îdrîs Saîd, dal rappresentante dell’Unione degli avvocati della Siria settentrionale e orientale Xanim Ayo e dal rappresentante del Partito Democratico Popolare al Consiglio d’Europa, Faik Yagızay.
Durante l’incontro, Ayo ha presentato ai funzionari del CPT l’incredibile cifra di 2,6 milioni di firme raccolte da varie regioni della Siria settentrionale, nonché a Damasco, in Libano e nella regione del Kurdistan iracheno.

Le firme chiedono la fine della detenzione in isolamento totale e senza possibilità di comunicazione esterna di Ocalan, in corso ad oggi da due anni e mezzo. La campagna per le firme si è svolta dal 12 gennaio al 12 marzo, raccogliendo il sostegno di diversi gruppi, tra cui le comunità curde, arabe, armene, siriane, assire e turkmene. Ocalan è detenuto nel carcere di massima sicurezza di İmralı dal suo arresto nel 1999 e in assoluto stato di isolamento dal marzo 2021.
L’incontro, che segue una mobilitazione delle organizzazioni per i diritti umani e delle campagne di solidarietà con il popolo curdo, ha una grande importanza perché ha consentito di accertare che Ocalan è ancora vivo.
L’Italia, che ha la responsabilità storica di non aver garantito asilo a Ocalan, e tutta l’Unione Europea hanno il dovere di esercitare una pressione forte su Erdogan per la liberazione o almeno la fine del disumano isolamento del leader curdo. Purtroppo i governi dell’UE e della NATO stanno andando nella direzione invece di una sempre maggiore complicità col regime di Erdogan, contro il progetto del confederalismo democratico ideato da Ocalan, essenziale se si vuole un futuro di pace, democrazia e convivenza in Medio Oriente.




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