Papa: amicizia con Chiesa Copta ci conduca alla piena unità
- 14 mag
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Assadakah News

Città del Vaticano
Il 10 maggio 2026, il Pontefice ha inviato un saluto fraterno a Tawadros II, in occasione della celebrazione annuale dell'amicizia copto-cattolica, "Il nostro cammino di amicizia ci conduca all'unità perfetta in Cristo", queste le parole di Papa Leone XIV rivolte a Papa Tawadros II, assicurando la propria preghiera "a tutta l'amata Chiesa copta".
Dopo il Regina Caeli, il Pontefice ha richiamato uno dei percorsi ecumenici più significativi degli ultimi decenni, segnato dal progressivo riavvicinamento tra la Chiesa cattolica e la Chiesa copta ortodossa, particolarmente diffusa in Egitto.
La ricorrenza fu istituita da Papa Francesco, nel 2013 per commemorare lo storico incontro in Vaticano con Tawadros II, avvenuto quell'anno. Queste relazioni sono parte della tradizione iniziata nel 1973, tra Papa Paolo VI e Papa Shenouda III, considerato una pietra miliare del dialogo ecumenico moderno.
Negli anni successivi i rapporti tra Roma e Alessandria d'Egitto si sono ulteriormente rafforzati. Francesco e Tawadros II si sono incontrati più volte, in Vaticano e al Cairo. Nel 2017, il Pontefice partecipò alla storica visita apostolica segnata anche da un forte appello comune contro la violenza e le persecuzioni dei cristiani in Medio Oriente e Africa.
Papa Benedetto XVI aveva mantenuto un dialogo costante con la Chiesa copta, soprattutto dopo gli attentati contro comunità cristiane in Egitto, all'inizio degli anni Duemila, sottolineando più volte la necessità di una collaborazione tra cristiani per la difesa della libertà religiosa e della dignità umana.
Nel messaggio conclusivo, Leone XIV ha insistito soprattutto sul valore dell'amicizia spirituale tra le due Chiese, richiamando le parole del Vangelo: Cristo "ci ha chiamato amici".
Un riferimento che rilancia la prospettiva ecumenica del pontificato, nel segno della fraternità della ricerca dell'unità tra i cristiani.




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