Patriarca Rai “resurrezione del Libano” e apertura di corridoi umanitari nel sud del Paese
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Talal khrais

Il Cardinale Bechara Boutros Rai fa appello al Mondo, alla cristianità e a tutti i libanesi di unirsi per salvare il Libano.
Papa Giovanni II una volta disse che il Libano non è un Paese, ma un messaggio, con questa frase considerava il Libano terra sacra, dove vivono insieme tutte le religioni che credono nel Padre dei Cieli.
Il Patriarca maronita, Cardinale Bechara Boutros Rai ha pronunciato il suo messaggio intitolato “Chi rotolerà via per noi la pietra dal sepolcro?”, discorso di Pasqua, pronunciato alla presenza di numerosi Vescovi, dignitari religiosi, personalità di spicco e fedeli, nella Chiesa di Nostra Signora della Sede Patriarcale, a Bkerké.
Ha sottolineato che la domanda, ispirata al racconto evangelico, riflette la realtà di un popolo che affronta immense sfide: paura, sofferenza, guerra, distruzione e sfollamento. Mettendo in evidenza che la resurrezione di Cristo dimostra che ciò che sembra impossibile per l’umanità, diventa possibile attraverso la grazia di Dio, trasformando la fine, in un nuovo inizio.
Ascoltando le sue parole autentiche ho compreso che rappresentano una possibile via onesta per salvare il martoriato Paese il Libano.

Il Patriarca Rai ha augurato pace e Buona Pasqua a tutti i libanesi, così come ai cristiani in Libano e nella diaspora, ricordando che questa festività è un momento di speranza e rinnovamento. Ha espresso il profondo dolore per le vittime della guerra "imposta al Libano" da Hezbollah e Israele, nonché per gli sfollati e per tutte le devastazioni. È stata chiesta l'urgente apertura di corridoi umanitari per consentire la consegna degli aiuti, perché tale esigenza non è solo umanitaria, ma un obbligo del diritto internazionale, in particolare delle Convenzioni di Ginevra e delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Sul fronte nazionale, il Patriarca ha affermato che il Libano si trova ad affrontare "un pesante fardello" di crisi politiche, economiche e sociali, oltre a persistenti tensioni in materia di sicurezza. Ha ribadito che la "rinascita nazionale" richiede un impegno collettivo, basato sulla verità, sulla responsabilità e sulla volontà di servire il bene comune.
Il Capo della Chiesa maronita ha affrontato le sfide che riguardano i settori dell'istruzione e della sanità, ponendo l’attenzione sull'impatto che la guerra ha sull'istruzione, e chiedendo un maggiore sostegno per prevenire un aumento dell'analfabetismo e auspicando una riforma globale del sistema scolastico. Ricordando anche la pressione a cui sono sottoposti gli ospedali, alle prese con l'afflusso degli sfollati, la carenza di risorse e l'esodo del personale medico.

Sul fronte giudiziario, ha denunciato la lentezza dei procedimenti legali alle detenzioni prolungate senza processo, sostenendo che la giustizia perde valore quando viene ritardata o politicizzata.
Il Patriarca Rai ha confermato l'impegno della Chiesa per la sovranità del Libano, condannando le violazioni di tale sovranità, che ha attribuito all'influenza iraniana attraverso Hezbollah, e agli attacchi israeliani. Ha invocato il rispetto delle risoluzioni internazionali, il ripristino della pace e dell'indipendenza del Paese.
Concludendo il suo messaggio, ha esortato alla preghiera per "la resurrezione del Libano, del suo popolo e del suo Stato", riaffermando il messaggio di speranza trasmesso dalla celebrazione pasquale.
Che Dio benedica il nostro Patriarca e il Libano e le sue comunità.




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