Piombino - La Cinghialessa tra arte, architettura e tradizioni

Assadakh News - Dal Museo del Castello al Palazzo comunale, passando per il chiostro di Sant’Antimo e il Museo di arte sacra: il club La Cinghialessa ha riscoperto luoghi e testimonianze preziose della città, concludendo la giornata all’insegna dell’amicizia e della convivialità.
Una giornata dedicata alla storia, all’arte e alla riscoperta del patrimonio culturale di Piombino. È stata quella vissuta ieri, sabato 24 ottobre, dai componenti del club, protagonisti di un itinerario che ha permesso di guardare con occhi nuovi alcuni dei luoghi più significativi della città, tra testimonianze del passato, opere d’arte e curiosità che non tutti, anche tra i residenti, avevano avuto occasione di conoscere.

La prima tappa è stata il Museo del Castello e della Città, dove una guida ha accompagnato il gruppo alla scoperta della storia dell’antica struttura, illustrandone le trasformazioni architettoniche e il ruolo svolto nel corso dei secoli. Il Castello, con il suo nucleo originario risalente al Medioevo e la possente torre duecentesca, costituisce infatti una testimonianza concreta delle vicende di Piombino e del suo sviluppo come centro urbano e porto di rilievo.
La visita ha offerto anche l’occasione di ammirare la mostra «Vittorio Giorgini. Architetto senza confini», allestita proprio negli spazi del Castello in occasione del centenario della nascita dell’architetto fiorentino (1926-2010).

Un’esposizione che invita a conoscere una figura originale dell’architettura italiana del Novecento, capace di sperimentare forme e soluzioni in cui natura, paesaggio e progettazione dialogano in maniera innovativa. Il legame con il territorio piombinese è particolarmente significativo. A Baratti infatti, Giorgini realizzò opere diventate emblematiche della sua ricerca, come Casa Esagono e Casa Saldarini, conosciuta anche come «la Balena». Disegni, fotografie, progetti e documenti permettono di avvicinarsi al pensiero di un architetto che seppe mettere in discussione le forme convenzionali dell’abitare.

La seconda tappa ha portato i partecipanti nel cuore della vita istituzionale cittadina, al Palazzo comunale. Qui il gruppo ha potuto visitare la Sala consiliare, ascoltando le spiegazioni dell’avvocato Dario Ristori e dell'impiegato comunale Daniele Marrucci, che hanno illustrato la storia dell’edificio e le opere custodite al suo interno.
Il Palazzo, anticamente conosciuto come Palazzo dei Priori, ha origini medievali e fu completato nella prima metà del Quattrocento. Accanto ad esso si erge la Torre dell’Orologio, realizzata alla fine del Cinquecento. L’edificio ha attraversato nel tempo importanti trasformazioni, tra cui i restauri degli anni Trenta del Novecento, che ne modificarono sensibilmente l’aspetto esteriore, conferendogli l’attuale impronta neogotica.

Particolarmente interessante è stata la possibilità di soffermarsi sui dipinti e sulle testimonianze artistiche della Sala consiliare, dove i ritratti legati alla storia dei Principi di Piombino e l’affresco della Madonna con il Bambino ricordano il legame tra la vicenda politica della città e la sua tradizione artistica. Un luogo che non è soltanto sede delle decisioni amministrative, ma anche custode di una parte importante della memoria collettiva piombinese.

Nel corridoio che conduce alla Sala consiliare, l’attenzione dei visitatori è stata richiamata anche dai quadri di Ludwik Mactarian, fotoreporter armeno, una presenza particolarmente significativa per il valore culturale e il legame con il mondo armeno. Le opere, collocate in uno spazio di passaggio all’interno del Palazzo comunale, hanno arricchito il percorso di visita, aggiungendo un ulteriore elemento d’interesse alla scoperta delle testimonianze artistiche custodite nell’edificio.

Durante il passaggio del gruppo è arrivato anche il sindaco Francesco Ferrari, che si è intrattenuto per una fotografia con i vertici del club. Un momento spontaneo che ha aggiunto un tocco di cordialità alla mattinata.
L’itinerario è proseguito al chiostro della Concattedrale di Sant’Antimo, dove ad accogliere e accompagnare i visitatori è stato Paolo Volpini, impiegato dell’Ufficio Cultura del Comune. Il chiostro, spazio raccolto e suggestivo, ha introdotto il gruppo a un altro capitolo della storia cittadina, quello legato alla presenza religiosa e alla conservazione delle opere d’arte.

Di particolare interesse si è rivelata la visita al Museo di arte sacra «Andrea Guardi», ospitato negli ambienti adiacenti alla concattedrale. Una piccola realtà museale che meriterebbe di essere conosciuta maggiormente e che, come emerso durante la visita, è ancora poco nota a molti piombinesi. La collezione comprende sculture marmoree e lignee, dipinti e oggetti liturgici, con una particolare attenzione alle opere dell’artista fiorentino Andrea Guardi, attivo nel Quattrocento e autore di importanti testimonianze artistiche conservate anche all’interno della chiesa.

La visita è quindi proseguita nella Concattedrale di Sant’Antimo, dove le spiegazioni di Dario Ristori hanno permesso di approfondire la storia e il valore del luogo di culto. L’attenzione dei partecipanti si è soffermata anche sul memoriale dedicato ai Caduti della Prima guerra mondiale, testimonianza del sacrificio di quanti persero la vita nel conflitto e richiamo alla memoria di una pagina dolorosa della storia nazionale e locale.

Un percorso articolato, dunque, che ha intrecciato architettura civile, arte sacra, storia medievale e memoria contemporanea, dimostrando quanto il patrimonio di Piombino abbia ancora da raccontare a chi sceglie di soffermarsi ad ascoltarlo.
Dopo le visite culturali, la giornata è proseguita con il momento conviviale al ristorante La Torretta, in piazza Bovio, dove i partecipanti si sono ritrovati attorno alla tavola per condividere un ottimo pranzo e proseguire, in un clima disteso e cordiale, una giornata ricca di scoperte.

Non poteva mancare uno dei momenti più attesi e caratteristici degli incontri della Cinghialessa: la poesia del presidente Franco Balloni, che anche questa volta ha indossato idealmente i panni del Conte Bernardino da Perolla, regalando ai presenti un momento di tradizione, ironia e cultura, nel segno dello spirito che contraddistingue il club. A tutti i partecipanti è stato inoltre consegnato un piccolo omaggio, pensato come ricordo della giornata trascorsa insieme.
Non sono mancate le sorprese. Paolo Volpini è stato festeggiato con una targa realizzata appositamente per lui, un riconoscimento per la disponibilità e il contributo offerti durante la visita al patrimonio culturale cittadino e per i vari servizi fotografici che immortalano i vari incontri del club.

Un gesto particolarmente apprezzato, che ha sottolineato il valore di chi, attraverso il proprio lavoro e la propria competenza, contribuisce a far conoscere e valorizzare la storia di Piombino.
Un omaggio speciale è stato poi riservato anche alla giornalista Letizia Leonardi, che ha ricevuto dall’artista Giuliano Bigazzi un bellissimo tagliere realizzato in legno d’ulivo, un oggetto artigianale dal carattere autentico, capace di unire la bellezza delle venature naturali alla tradizione della lavorazione del legno.
La giornata della Cinghialessa si è così conclusa nel modo più coerente con lo spirito del gruppo: mettendo insieme cultura, amicizia, riconoscenza e convivialità.
L’iniziativa ha ricordato quanto sia importante riscoprire il territorio partendo proprio dai luoghi che fanno parte della sua identità. Il Castello, il Palazzo comunale, il chiostro, il Museo di arte sacra e la Concattedrale non sono semplicemente tappe di un itinerario turistico, ma testimonianze di una storia che attraversa i secoli e che continua a vivere nelle strade, negli edifici e nella memoria della comunità.

E forse è proprio questo il merito più bello di giornate come quella organizzata dal Club La Cinghialessa: dimostrare che per conoscere davvero una città non sempre occorre andare lontano. A volte basta fermarsi, entrare in un luogo conosciuto, ascoltare chi ne custodisce la memoria e scoprire che, dietro una porta o all’interno di una sala poco frequentata, si nasconde ancora una storia tutta da raccontare.
(Foto di Paolo Volpini)




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