Pirateria e violazioni: l'Iran denuncia il "banditismo" degli Stati Uniti nel Mar d'Oman
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Teheran si appella all'ONU e avverte: la difesa della dignità nazionale e delle rotte commerciali non è negoziabile di fronte alle aggressioni di Washington.
Maddalena Celano (Assadakah News)
L'Iran torna a ergersi contro quella che definisce una sistematica violazione del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti. L'ultimo grave incidente avvenuto nel Mar d'Oman, dove una nave mercantile iraniana è stata vittima di un attacco da parte delle forze statunitensi, ha sollevato un'ondata di sdegno a Teheran. Il Ministero degli Esteri non ha esitato a utilizzare termini inequivocabili: si tratta di "pirateria marittima" pura e semplice, un atto che riporta le relazioni internazionali a una logica di prevaricazione e banditismo.
La sfida alla legalità internazionale
L'attacco non è solo un atto ostile verso una singola imbarcazione, ma rappresenta, secondo le autorità iraniane, un attacco diretto alla libertà di navigazione commerciale globale. Attraverso l'agenzia Irna, Teheran ha fatto sapere di aver già mobilitato i canali diplomatici per investire del caso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l'Organizzazione Marittima Internazionale.
Il messaggio inviato al Segretario Generale dell'ONU è chiaro: il silenzio o l'inerzia di fronte a tali "atti criminali" equivarrebbe a un via libera per ulteriori abusi. L'Iran chiede una condanna decisa, rivendicando il diritto di ogni nazione sovrana di veder rispettata la propria bandiera nelle acque internazionali, senza dover temere le intimidazioni di una potenza che agisce al di fuori di ogni cornice legale condivisa.
La risposta di Teheran: fermezza e sovranità
Il governo iraniano ha ribadito con forza che non resterà a guardare mentre i propri cittadini e i propri interessi economici vengono colpiti. La dichiarazione del Ministero degli Esteri sottolinea come la Repubblica Islamica sia pronta a utilizzare "tutte le risorse disponibili" per salvaguardare la propria sicurezza.
"La dignità dei cittadini iraniani e la sicurezza delle nostre rotte non sono in vendita," emerge dalle note ufficiali.
Attribuendo agli Stati Uniti la piena responsabilità per qualsiasi futura escalation, Teheran sottolinea come la stabilità della regione sia messa costantemente a rischio dalle manovre provocatorie di Washington. Per l'Iran, la sicurezza del Golfo e delle aree limitrofe deve essere garantita dai Paesi della regione stessa, liberandola da interferenze esterne che, come dimostrato dall'ultimo attacco nel Mar d'Oman, portano solo instabilità e violenza.




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